Il «significato» e il «coraggio» del dono offerto dall’ayatollah iraniano ai baha’i lodato da due presul i anglicani

Il «significato» e il «coraggio» del dono offerto dall’ayatollah iraniano ai baha’i lodato da due presuli anglicani

Due presuli della Chiesa d’Inghilterra hanno elogiato lo storico gesto di un ayatollah iraniano il quale la settimana scorsa ha invocato la «coesistenza» religiosa dedicando ai baha’i del mondo, in particolare a quelli dell’Iran, la trascrizione calligrafica miniata di un passo dei loro sacri testi.

Lord Rowan Williams di Oystermouth, ex arcivescovo di Canterbury, ha detto che il dono dell’ayatollah Abdol-Hamid Masoumi-Tehrani ha un «grandissimo significato».

«Esso non è solo un atto personale di gentilezza, ma un elemento del mondo islamico nel suo aspetto migliore e più creativo che apprezza molto tutto ciò che aiuta gli esseri umani a rispondere alla divina volontà di pace e comprensione», ha detto il dottor Williams.

«Assieme a molte altre persone di tutte le fedi, pregherò che questo gesto segni una svolta nell’atteggiamento dell’Iran verso la comunità baha’i e rendo grazie per il coraggio e la generosità che hanno motivato questo dono».

Prima di lui, Christopher Cocksworth, vescovo di Coventry, ha detto che era stato «rincuorato dalla notizia» del dono che l’Ayatollah Tehrani aveva offerto ai baha’i.

«Date le sistematiche e prolungate sofferenze della comunità baha’i in Iran, questo è un gesto fantasiosamente coraggioso compiuto da un noto dotto musulmano iraniano», ha detto il dottor Cocksworth il 5 aprile.

Il gesto dell’ayatollah Tehrani «ricorda a tutti noi che malgrado la natura disumanizzante di molti conflitti odierni, i capi religiosi condividono la responsabilità di incoraggiare la libertà di religione e di credo e di promuovere un maggiore rispetto della dignità umana», ha detto il vescovo Cocksworth, che è il rappresentate della Chiesa d’Inghilterra per la politica estera.

Il dono dell’ayatollah Tehrani è stato annunciato il 7 aprile 2014 quando egli pubblicò un’immagine della sua opera nel suo sito web, assieme a una dichiarazione personale sulle ragioni per cui aveva creato una versione calligrafica di alcuni versi del Kitab-i-Aqdas, il Più Santo Libro di Baha’u’llah.

«Offro questo prezioso simbolo, un’espressione di simpatia e di sollecitudine da parte mia e da parte di tutti i miei concittadini dalle larghe vedute che rispettano gli altri per la loro umanità e non per la loro religione o il loro culto, a tutti i baha’i del mondo e soprattutto a quelli dell’Iran che hanno sofferto in molti modi a causa di un cieco pregiudizio religioso», ha detto l’ayatollah Tehrani.

La notizia di questo gesto è stata rapidamente divulgata dagli organi di stampa e dai social media la settimana scorsa.

Inoltre, Christian Solidarity Worldwide (CSW), che promuove la libertà religiosa, ha pubblicato venerdì scorso un elogio del gesto dell’ayatollah Tehrani.

«Il gentile gesto dell’ayatollah Tehrani nei confronti della comunità baha’i è particolarmente gradito in un momento in cui la comunità è attivamente presa di mira e diffamata dal regime iraniano», ha detto Mervyn Thomas, capo esecutivo del CSW.

«Decine di baha’i si trovano in prigione e la comunità è sottoposta ad attacchi, vessazioni e intimidazioni. Il CSW esorta il presidente Rouhani a imitare l’inclusivismo dell’Ayatollah difendendo i diritti della comunità baha’i a una pari cittadinanza e a garantire la libertà di religione e di credo a tutte le comunità religiose».

Il gesto dell’ayatollah Tehrani è stato compiuto al prezzo di un grande rischio personale, dato che il governo iraniano si rifiuta di riconoscere la Fede baha’i come religione e perseguita sistematicamente i baha’i sin dalla Rivoluzione islamica del 1979.

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un importante prelato invoca la coesistenza religiosa in Iran

Un atto simbolico senza precedenti: un importante prelato invoca la coesistenza religiosa in Iran

Con un atto simbolico che non ha precedenti, l’Ayatollah Abdol-Hamid Masoumi-Tehrani, eminente prelato musulmano in Iran, ha annunciato di aver donato ai baha’i del mondo una riproduzione calligrafica artisticamente decorata di un paragrafo di un’opera di Baha’u'llah, il Profeta che ha fondato la Fede baha’i.

Questo atto segue numerose recenti dichiarazioni pronunciate da eminenti esponenti religiosi del mondo musulmano che hanno offerto interpretazioni alternative degli insegnamenti dell’Islam, per cui la tolleranza di tutte le religioni sarebbe in realtà sostenuta dal santo Corano.

<>, ha detto la signora Bani Dugal, la principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.

L’Ayatollah Tehrani afferma sul suo sito web di aver preparato la riproduzione calligrafica del versetto come <>.

L’Ayatollah Tehrani offre il suo squisito dono ai baha’i del mondo, in particolare a quelli dell’Iran, che egli dice <>. Afferma inoltre che il suo atto è <>.

La signora Dugal gli ha risposto: <>.

<>, ha detto la signora Dugal. <<È un atto notevole alla luce della protratta, sistematica persecuzione della comunità baha'i nel paese da parte del governo islamico>>.

La complessa opera d’arte deve aver richiesto diversi mesi di scrupoloso lavoro manuale. Riproduce al centro un simbolo noto fra i baha’i come <>, che è una rappresentazione calligrafica del concetto del rapporto fra Dio, i Suoi profeti e il mondo del creato. Il dono misura circa 60cm x 70cm ed è disegnato secondo lo stile classico. Fra le opere d’arte dell’Ayatollah Tehrani vi sono miniature del Corano, della Torà, dei Salmi, del Nuovo Testamento e del libro di Ezra. La sua miniatura dei Salmi è oggi conservata nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

La frase che l’Ayatollah Tehrani ha scelto di citare nel suo dono è tratta dal Kitab-i-Aqdas, il <>. Dice: <>.

In precedenza, l’Ayatollah Tehrani ha espresso pubblicamente con grande coraggio la sua preoccupazione per le continue, dure persecuzioni delle minoranze religiose, compresi i baha’i in Iran. Dopo la Rivoluzione islamica nel 1979, centinaia di baha’i sono stati uccisi e migliaia messi in prigione. In questo momento 115 baha’i sono trattenuti in carcere unicamente a causa delle loro convinzioni religiose. Ai baha’i in Iran sono stati negati l’accesso agli studi superiori e la possibilità di guadagnarsi da vivere, di seppellire i morti secondo i loro riti funerari, mentre i loro cimiteri sono stati demoliti, profanati ed espropriati, unicamente a causa della loro religione.

La speranza dell’Ayatollah Tehrani è che questo dono <>.

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Promossa la liberta di credere da manifestazioni in India e in Brasile

Promossa la liberta di credere da manifestazioni in India e in Brasile

http://news.bahai.org/story/986

La libertà di credere deve essere un elemento fondamentale delle società sostenibili ed eque. Questo è il messaggio promosso durante un seminario che ha recentemente avuto luogo a New Delhi e durante alcune manifestazioni nelle principali città brasiliane.

Durante un convegno che si è svolto nel Centro nazionale baha’i indiano il professor Shiv Visvanathan della O.P. Jindal Global University ha invitato i presenti a riformulare i presupposti fondamentali del discorso sulla libertà e i credi.

<>, ha detto il professor Visvanathan, sollecitando i partecipanti a superare i meccanismi legali e ad adottare una diversa struttura etica per facilitare la pacifica coesistenza di prospettive diverse.

Il seminario, che ha avuto luogo il 5 marzo, è stato organizzato congiuntamente dalla Global Foundation for Civilizational Harmony e dalla comunità baha’i indiana.

Undici persone, fra le quali Akhtarul Wasey, professore emerito di studi islamici della National Islamic University indiana, e il rabbino Ezekiel Malekar, capo della comunità ebraica di New Delhi, hanno partecipato alle discussioni che hanno suggerito che il discorso sulla diversità superi il concetto della tolleranza e promuova il genuino rispetto, il riconoscimento dell’interdipendenza umana e la promozione della libertà di espressione.

Celebrata la diversità in Brasile

In Brasile, la Giornata nazionale contro l’intolleranza religiosa, un’iniziativa del governo brasiliano, ha riunito persone di fede diverse in una varietà di manifestazioni per promuovere il rispetto e la comprensione.

In Brasilia, un evento interreligioso si è svolto nel cittadino Tempio della buona volontà il 21 gennaio.

<>, ha detto Luiz Mourao, rappresentante della comunità baha’i della città.

Una cerimonia si è svolta anche nel municipio di Campinas, nello stato di San Paolo. Erano presenti circa 200 rappresentanti di varie denominazioni religiose, nonché artisti e politici. La cerimonia intendeva promuovere una cultura di pace, di giustizia e di rispetto per le varie religioni e i vari credi filosofici.

<<È stato un evento di grande importanza per disseminare messaggio che c'è bisogno di comprensione fra le religioni e di instaurazione di rapporti con i rappresentanti di organismi religiosi e governativi>>, ha detto Alexandre Beust, rappresentante della comunità baha’i locale.

A Rio de Janeiro, la Commissione per la lotta contro l’intolleranza religiosa ha organizzato una manifestazione durante la quale i rappresentanti delle religioni che vi hanno preso parte hanno potuto incontrarsi e offrire qualche spettacolo. La comunità baha’i è stata rappresentata dal duetto musicale Marta e Bia, che erano già apparse durante la Marcia in difesa della libertà religiosa di Rio, che di solito ha luogo in settembre sulla spiaggia di Copacabana.

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http://news.bahai.org/story/986

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Lanciato un sito web ufficiale per la Casa Universale di Giustizia

Lanciato un sito web ufficiale per la Casa Universale di Giustizia

È stato lanciato un nuovo sito web ufficiale che fornisce informazioni generali sulla Casa Universale di Giustizia – il corpo internazionale che governa la comunità baha’i. Questo sito pubblica una selezione di dichiarazioni e di lettere scritte dalla Casa di Giustizia o preparate sotto la sua supervisione.

La Casa Universale di Giustizia è eletta ogni cinque anni dai rappresentanti di oltre 170 comunità nazionali baha’i. L’elezione più recente ha avuto luogo nell’aprile 2013, a cinquant’anni dalla prima elezione.

Il sito web ufficiale della Casa Universale di Giustizia è accessibile al seguente indirizzo: universalhouseofjustice.bahai.org.

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http://news.bahai.org/story/985

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Il Consiglio ONU per i diritti umani preoccupato per le persecuzioni dei baha’i iraniani

Il Consiglio ONU per i diritti umani preoccupato per le persecuzioni dei baha’i iraniani

Secondo Ahmed Shaheed, il relatore speciale dell’ONU per i diritti umani in Iran, nel complesso i diritti umani in Iran non sono sostanzialmente migliorati dopo l’elezione del presidente Hassan Rouhani l’anno scorso, malgrado le sue promesse di garantire ai cittadini più diritti e di mettere fine alle discriminazioni.

In una presentazione al Consiglio per i diritti umani il 12 marzo u.s. il dottor Shaheed ha detto che l’Iran ha preso alcuni utili provvedimenti per il rafforzamento dei diritti umani, ma il governo continua a violare gli standard legali internazionali, a opprimere le donne e a perseguitare le minoranze etniche e religiose, fra le quali c’è la Fede baha’i.

<>, ha detto il dottor Shaheed.

Lo ha detto nella presentazione del suo rapporto annuale al Consiglio. Il rapporto è stato pubblicato la settimana scorsa e presentato al Consiglio il 17 marzo. Il dottor Shaheed ha scritto che la carta dei diritti del cittadino proposta dall’Iran è <>, ma non garantisce un pari trattamento <>.

Non garantisce nemmeno l’abolizione di < >.

<>, ha detto il dottor Shaheed.

La settimana scorsa, anche il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha presentato al Consiglio il suo rapporto annuale sui diritti umani in Iran. Ha detto di non aver riscontrato miglioramenti per i baha’i e per le altre minoranze religiose e di aver trovato pochi miglioramenti nella situazione complessiva dei diritti umani in Iran.

<>, ha detto il signor Ban. <>.

Ieri, durante la presentazione del dottor Shaheed, che ha avuto le caratteristiche di un dialogo interattivo, le delegazioni dei vari paesi e delle organizzazioni non governative hanno avuto la possibilità di rispondere a domande o di farne.

Una decina di paesi hanno espresso la loro preoccupazione per le continue persecuzione dei baha’i iraniani: Australia, Belgio, Botswana, Francia, Germania, Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera. Anche l’Unione Europea ha menzionato i baha’i nella sua dichiarazione.

L’Irlanda ha detto: <>.

<>.

Il Botswana ha detto: <>.

La Svizzera ha chiesto perché i baha’i sono <> e non siano < >.

Anche Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha partecipato alla sessione, come hanno fatti altri rappresentanti di altre organizzazioni non governative.

<>, ha detto la signora Ala’i rivolgendosi al dottor Shaheed. <>.

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I recenti sviluppi della casa di Culto in Cile illustrate in un cinegiornale

I recenti sviluppi della casa di Culto in Cile illustrate in un cinegiornale

È stata messa in circolazione la più recente edizione di una serie di cinegiornali sui progressi della costruzione della Casa di culto baha’i a Santiago. È visibile nel sito web ufficiale in spagnolo e in inglese.

Intitolata <>, questa edizione descrive vari importanti sviluppi nel processo della costruzione a partire dall’ottobre 2013 riguardanti l’erezione della sovrastruttura e i lavori iniziali per la sistemazione paesaggistica del terreno adiacente (con la predisposizione di alcuni viali nei cinque ettari del terreno) e per la costruzione dei servizi. Il cinegiornale spiega che mentre i lavori procedono la comunità comprende meglio il modo in cui il culto personale e collettivo può trovare espressione pratica nel servizio all’umanità.

La costruzione della Casa di culto ha avuto inizio nel novembre 2010. Una volta completato, l’edificio di Santiago sarà l’ultima Casa di culto baha’i eretta per servire un intero continente.

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http://news.bahai.org/story/982

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Il Primo Ministro samoano elogia la comunità baha’i nel LX anniversario

Il Primo Ministro samoano elogia la comunità baha’i nel LX anniversario

Il Primo Ministro samoano ha espresso la sua gratitudine alla comunità baha’i del Paese per il prolungato servizio da essa reso allo sviluppo della società samoana.

L’onorevole Tuilaepa Sailele Malielegaoi ha espresso le sue osservazioni durante le celebrazioni del LX anniversario dell’insediamento della Fede baha’i nella sua nazione insulare nel Pacifico.

<>, ha detto.

Il Primo Ministro ha detto che il lavoro della comunità baha’i, assieme a quello di tutte le chiese in Samoa, è importantissimo per aiutare la gente a dare il meglio di se stessa.

Altri ministri del Governo si sono uniti al Primo Ministro e ai rappresentanti della comunità baha’i in una speciale celebrazione che ha avuto luogo nel Samoa Tradition Resort martedì 14 gennaio 2014.

Egli ha inoltre assicurato i presenti che il Governo samoano fa tutto il possibile per garantire a tutti il diritto al culto.

<>, ha detto. <>.

La Fede baha’i è stata introdotta in Samoa nel 1954 con l’arrivo di una signora australiana di origine svizzera, Lilian Wyss. Il Capo dello stato samoano dal 1962 al 2007, Sua Altezza Susuga Malietoa Tanumafili II, è stato il primo sovrano regnante ad accettare la Fede baha’i. Egli ha inaugurato la Casa di culto a Tiapapata nel 1984. Uno speciale servizio commemorativo si è svolto nel Tempio il 12 gennaio, durante il quale i baha’i e i loro amici hanno celebrato e riesaminato le pietre miliari dello sviluppo della loro comunità.

In un messaggio per l’anniversario, la Casa Universale di Giustizia ha scritto: <>.

Un membro dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei baha’i di Samoa, Peseta Demetrius Fogaseuga Taofiga, ha detto che le celebrazioni hanno offerto un’occasione per riflettere sulle sfide e sulle vittorie di sei decenni.

<<È anche un'occasione per consultarsi sui modi e sugli strumenti per costruire comunità migliori e per continuare a servire Samoa e il suo popolo>>, ha detto.

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http://news.bahai.org/story/981

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<>, i giovani discutono sul contributo al miglioramento della società in una serie di bre vi filmati

<>, i giovani discutono sul contributo al miglioramento della società in una serie di brevi filmati

Una serie di brevi filmati, complessivamente intitolati <> è stata pubblicata sulla World Wide Web l’8 febbraio, esattamente un anno dopo che la Casa Universale di Giustizia ha annunciato la convocazione di convegni per giovani in tutto il mondo.

<> prende in esame, attraverso le voci diverse di alcuni degli 80 mila giovani che hanno partecipato ai 114 convegni, i modi in cui i giovani possono contribuire al benessere spirituale e materiale delle loro comunità. Mentre i giovani esprimono le loro idee sui temi trattati in quei convegni, appare che cosa significa per la loro generazione dedicarsi al servizio dell’umanità.

Fra gli altri esempi, i filmati mostrano che i giovani dei vari continenti fanno riferimento agli stessi concetti, come l’amicizia e il reciproco sostegno, mentre si assumono la responsabilità di offrire un importante contributo allo sviluppo dei propri vicinati e dei propri villaggi. La parte dedicata al tema della <> illustra come la chiarezza sullo scopo che ciascuno si prefigge permette ai giovani di vedere ogni aspetto della propria vita come un insieme coerente.

È possibile scaricare <> oppure vederlo online, con la possibilità di vedere i filmati sottotitolati in arabo, inglese, francese, russo e spagnolo. È accessibile anche una versione doppiata in persiano. Il sito si trova qui www.bahai.org/toserve.

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http://news.bahai.org/story/980

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Tre bahá’í accoltellati in Iran, sembra trattarsi di un episodio criminale di odio religioso

Tre bahá’í accoltellati in Iran, sembra trattarsi di un episodio criminale di odio religioso

La Bahá’í International Community ha appreso che lunedì 3 febbraio u.s. tre bahá’í sono stati accoltellati nella loro abitazione a Birjand, in Iran, da un ignoto intruso. Sembra trattarsi di un episodio criminale di odio religioso.

I tre, marito, moglie e figlia, sono sopravvissuti, ma si trovano attualmente in terapia intensiva in un vicino ospedale.

Secondo voci giunte dall’Iran, l’aggressore, che era mascherato, è entrato nella casa di Ghodratollah Mavadi e sua moglie, Touba Sabzehjou, attorno alle 8 di sera.

Ha immediatamente aggredito con un coltello o altra arma appuntita il signor Mavadi, la signora Sabzehjou e la loro figlia, Azam Mavadi, ferendoli gravemente tutti e tre.

Il signor Mavadi è stato colpito all’addome e al fianco, la signora Sabzehjou al collo. Entrambi hanno perso coscienza per l’emorragia.

La signorina Mavadi, pur gravemente ferita, è riuscita a chiamare la polizia e i tre sono stati trasferiti all’ospedale, dove sono stati sottoposti alle cure del caso.

La signora Diane Alá’í, rappresentante della Bahá’í International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha detto che apparentemente l’aggressore si prefiggeva di uccidere i tre innocenti bahá’í nella loro abitazione.

<

<

<

<

<

<>, ha detto la signora Alá’í.

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http://news.bahai.org/story/979

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Ancora preoccupata l’Assemblea generale delle Nazioni Unite per le continue violazioni dei diritti umani in Ir an

Ancora preoccupata l’Assemblea generale delle Nazioni Unite per le continue violazioni dei diritti umani in Iran

Il 18 dicembre u.s. l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha espresso la propria «profonda preoccupazione per le ricorrenti e continue violazioni dei diritti umani» in Iran, dimostrando che la comunità internazionale non si lascerà influenzare da vane promesse di miglioramento.

Con un voto di 86 a favore, 36 contro e 61 astensioni, l’Assemblea ha approvato una risoluzione molto decisa che, pur accogliendo con soddisfazione le recenti promesse del nuovo presidente dell’Iran quanto a un miglioramento dei diritti umani, esprime allarme per le esecuzioni capitali ingiustificate, l’uso della tortura, le limitazioni alla libertà di assemblea e di espressione e le costanti discriminazioni contro le donne, le minoranze etniche e religiose, come i membri della Fede baha’i.

«Siamo lieti che la comunità internazionale preferisca i fatti alle parole e che il mondo abbia espresso con questo voto che si aspetta che l’Iran si attenga alle nuove promesse che ha fatto e ai suoi impegni nei confronti della legge internazionale», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.

«L’Iran non ha ancora modificato il suo comportamento. Ciò è vero certamente per i baha’i iraniani che non vedono alcuna tregua nella continua persecuzione sistematica diretta dal governo sin dal 1979.

«Come si deduce chiaramente dalle violazioni elencate in questa risoluzione, l’Iran non ha cessato di opprimere nemmeno gli altri milioni di cittadini iraniani che vogliono solo godere delle fondamentali libertà di cui godono i cittadini della maggior parte degli altri paesi», ha detto.

Fra le altre cose, la risoluzione esprime «profonda preoccupazione» perché l’Iran continua a usare la tortura e ricorre molto spesso a esecuzioni capitali, notando «l’alta frequenza della pena di morte in assenza delle garanzie riconosciute internazionalmente».

La risoluzione menziona anche «le molte e gravi restrizioni del diritto all’assemblea pacifica, della libertà di associazione nonché di opinione ed espressione», il «bersagliamento e la vessazione sistematica dei difensori dei diritti umani» e «la grande diffusione della disparità di genere e della violenza contro le donne».

Quanto alla discriminazione contro le minoranze etniche e religiose, l’Assemblea ha detto di essere preoccupata per le discriminazioni contro «gli arabi, gli azeri, i baluci e i curdi e i loro difensori» e anche per «le gravi limitazioni e restrizioni al diritto alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione e di credo» che colpiscono «i cristiani, gli ebrei, i musulmani sufi, i musulmani sunniti e gli zoroastriani assieme ai loro difensori».

La risoluzione dedica più di un paragrafo alla situazione dei baha’i iraniani, notando la loro «continua persecuzione» come per esempio «aggressioni e uccisioni mirate, senza che siano fatte indagini per identificare i colpevoli, arresti e detenzioni arbitrari, restrizione all’accesso agli studi superiori per motivi religiosi, la detenzione dei leader della comunità baha’i iraniana, la chiusura di ditte di proprietà baha’i e la criminalizzazione di fatto dell’appartenenza alla fede baha’i».

La signora Dugal ha detto che in questo momento oltre 100 baha’i sono in prigione, unicamente per il loro credo religioso.

La risoluzione è stata presentata da 47 paesi. Essa chiede anche che l’Iran collabori meglio con gli osservatori ONU per i diritti umani, per esempio permettendo loro di visitare l’Iran e chiede al Segretario generale dell’ONU di presentare il prossimo anno un altro rapporto sui progressi compiuti dall’Iran nell’adempimento dei suoi obblighi verso i diritti umani.

Questa è la XXVI risoluzione di questo tipo sottoscritta dall’Assemblea generale dal 1985.

Per ulteriori informazioni in inglese si vada a http://www.bic.org

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