Ancora in carcere i sette dirigenti baha’i in Iran

5 ago

GINEVRA, 5 agosto (BWNS). La Baha’i International Community ha saputo che i sette dirigenti baha’i in Iran restano in carcere per altri due mesi.

Il processo contro i setti è finito il 14 giugno. Il verdetto non è ancora stato reso noto.

«Questi innocenti baha’i sono in carcere da oltre due anni per una serie di disposizioni che ne stabilivano una detenzione «temporanea», che per legge non può superare i due mesi», ha detto Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra.

Il 24 luglio, due giorni dopo la scadenza dell’ultimo bimestre di detenzione, gli avvocati difensori dei sette hanno nuovamente chiesto formalmente di liberarli su cauzione, come la legge iraniana consente.

Ma il giudice che si occupa del caso ha detto ai prigionieri che la loro detenzione è stata prolungata di altri due mesi.

Gli avvocati hanno ora presentato una protesta scritta, ha detto la signora Alai.

«Non ci sono basi legali per rifiutare la richiesta di liberare gli imputati su cauzione», ha detto.

I sette prigionieri sono Fariba Kamalabadi, Jamaloddin Khanjani, Afif Naeimi, Saeid Rezaie, Mahvash Sabet, Behrouz Tavakkoli e Vahid Tizfahm. Essi hanno categoricamente respinto tutte le accuse, spionaggio, attività di propaganda contro l’ordine islamico, «corruzione sulla terra» e altre.

Prima di essere arrestati i sette si occupavano dei bisogni spirituali e sociali della comunità baha’i in Iran, che conta oltre 300.000 membri. Si trovano nel famigerato carcere di Evin a Teheran sin da quando sono stati arrestati nel 2008, sei di loro il 14 maggio e uno due mesi prima.

Il loro processo è consistito in sei brevi udienze che sono incominciate il 12 gennaio, dopo che erano stati trattenuti in prigione senza alcuna imputazione per 20 mesi e senza poter consultare i loro legali per più di un ora in tutto.

«Che queste persone, detenute solo per le loro convinzioni religiose, siano ora entrati nel terzo anno di una cosiddetta detenzione «temporanea» in condizioni disumane è una deplorevole violazione dei loro diritti umani», ha detto la signora Ala’i.

«Il governo iraniano deve sapere che tutto il mondo lo sta guardando con attenzione e lo ritiene totalmente responsabile di questa terribile ingiustizia», ha detto. «Chiediamo ancora alle autorità iraniane di liberarli immediatamente».

Per leggere online l’articolo in ionglese e vedere una fotografia, si vada a: http://news.bahai.org/story/784

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