Attaccato e parzialmente distrutto il cimitero baha’i di Sanandaj in Iran

18 dic

Fra i molti atti di persecuzione ai quali i baha’i in Iran sono esposti uno dei più crudeli è l’insensata profanazione dei cimiteri. Di recente alcuni aggressori hanno distrutto una parte del cimitero baha’i di Sanandaj, Iran. Questo cimitero è stato negli ultimi anni minacciato dalle autorità locali che hanno cercato di distruggerlo e di rientrare in possesso del terreno in cui si trova, L’attacco è avvenuto dopo che le autorità locali avevano cercato di rientrare in possesso del terreno, che era stato ufficialmente assegnato ai baha’i una ventina di anni or sono.

È giunta notizia dall’Iran che la camera mortuaria, nella quale si lavano le salme, l’adiacente sala per la preghiera, una cisterna per l’acqua e le mura di cinta del cimitero sono state distrutte la mattina del 12 dicembre u.s.

«Non conosciamo ancora tutti i dettagli di questa aggressione, ma sembra che sia stata la conseguenza del tentativo compiuto dal governo di confiscare il terreno del cimitero e di distruggerne gli edifici e le tombe», ha detto Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra.

«I baha’i sono in possesso dell’atto di proprietà del terreno e hanno conquistato l’appoggio di molti dei loro vicini musulmani per l’impegno che hanno profuso nell’abbellimento della proprietà e delle sue adiacenze. Tempo fa vi hanno piantato oltre 250 alberi.

«Il governo ha recentemente cercato di rientrare in possesso della proprietà, chiedendo a un tribunale una sentenza che li autorizzasse a distruggere gli edifici e le tombe. Anche i baha’i di Sanandaj hanno fatto ricorso al tribunale ma sembra che le loro proteste non siano riuscite a proteggere i loro diritti», ha detto la signora Ala’i.

La signora Ala’i ha anche detto che l’incidente è stato indubbiamente provocato dall’odio religioso.

«Dal 2005, ci sono stati almeno 42 attacchi simili a questo contro vari cimiteri baha’i del paese e la lunga battaglia di Sanandaj per questa proprietà ha un evidente colore anti-baha’i.

«Il nuovo presidente dell’Iran, Hassan Rouhani, ha promesso di difendere i diritti civili di tutti i cittadini iraniani. Per questo speriamo che egli richieda un’immediata indagine ufficiale su questo episodio e prenda provvedimenti per riaffermare i diritti della comunità baha’i di Sanandaj», ha aggiunto la signora Ala’i.

Sanandaj è una cittadina di circa 300 mila persone nell’Iran occidentale. La comunità baha’i della città ha subito numerosi attacchi negli ultimi anni. Nel dicembre 2011, alcuni agenti governativi hanno perquisito dodici case baha’i, confiscando libri baha’i, computer, telefoni cellulari e perfino i diari di alcuni bambini.

Nel 2007, il cimitero è stato devastato e sulle sue mura sono apparse scritte come «a morte i baha’i» e «baha’i immondi».

Ma è anche vero che i baha’i si sono conquistati il sostegno di molti concittadini per la loro opera di abbellimento del cimitero.

Qualche tempo fa, l’Ufficio per le risorse naturali ha suggerito ai baha’i di considerare la possibilità di piantare alberi in un terreno pubblico adiacente il cimitero, per ampliare la zona verde. Di conseguenza, gli abitanti di Sanandaj, che sono per lo più sunniti, hanno concepito un grande rispetto per quel luogo, simbolo della pacifica presenza della comunità baha’i nella città.

Le autorità locali hanno incominciato a riaffermare i loro diritti sulla proprietà del terreno solo dopo questa opera di abbellimento.

Per leggere l’articolo online, vedere le foto e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/976

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