La bellezza del Mausoleo restaurato è pronta a incantare visitatori e pellegrini

14 apr

Dopo oltre due anni di grandi opere di restauro, il Mausoleo baha’i di Haifa con la sua cupola dorata è stato scoperto per deliziare visitatori, pellegrini e abitanti della città.

Questa mattina presto, l’ultima parte delle impalcature è stata rimossa dalla cupola del Mausoleo, rivelando le quasi 12.000 tegole dorate che ricoprono l’edificio sul monte Carmelo ora rimesso a nuovo.

«Oggi la “Regina del Carmelo”, nascosta alla vista del pubblico per la maggior parte della durata del progetto, è di nuovo senza veli e risplendente . . .». ha annunciato la Casa Universale di Giustizia, dopo aver visitato il Santuario per recitare preghiere di ringraziamento.

Il sindaco di Haifa, l’avvocato Yona Yahav, ha partecipato assieme a dignitari della città e ospiti a un ricevimento celebrativo, che ha avuto luogo nella storica colonia templare tedesca della città con la sua spettacolare veduta del Mausoleo e dei suoi giardini terrazzati.

«Sono il primo sindaco di Haifa nato nella città», ha detto il signor Yahav. «Nel 1954, ho visto la costruzione della sovrastruttura del Mausoleo. È commovente vedere questi restauri. Sono importantissimi».

Il Mausoleo del Bab e i suoi giardini sono rinomati in tutto il mondo per la bellezza e la pace. Nel 2008, il luogo è stato iscritto, assieme al Mausoleo di Baha’u’llah nei pressi di Acri, fra i siti di «straordinario valore universale» nell’elenco dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO. Solo l’altr’anno vi sono passati 760.000 turisti e 7.500 pellegrini e visitatori baha’i.

«Il Mausoleo influisce sull’aspetto complessivo di Haifa», ha detto il sindaco Yahav. «È il centro e il simbolo di questa tollerante città multiculturale».

Due anni di anticipo rispetto al previsto

In un messaggio inviato alla comunità baha’i del mondo, la Casa Universale di Giustizia ha scritto che «il restauro di questo maestoso edificio è stato preceduto da tre anni di preparativi, che hanno comportato vasti studi per valutarne le condizioni, analizzare l’impatto sull’ambiente e determinare metodi e materiali per un restauro fedele al disegno originale e resistente ai rigori del tempo».

Nel 2008 quando i lavori hanno avuto inizio, oltre 50 anni di esposizione al clima e alle condizioni di Haifa avevano lasciato un segno sulle opere in pietra e sulla cupola della sovrastruttura.

Saeid Samadi, architetto e direttore del progetto, dice che gli esperti prevedevano che le opere di restauro richiedessero fra i cinque e sei anni. «All’inizio avevamo previsto di finire nell’aprile 2013. È merito della totale dedizione e unità di tutti coloro che hanno partecipato al progetto se il progetto è stato completato in meno di sei anni.

«La squadra ha veramente compreso l’importanza del luogo e non ha mai dimenticato dove stava lavorando», dice il signor Samadi. «Siamo stati tutti ispirati dal principio baha’i che ogni cosa deve essere fatta con la massima perfezione».

Il progetto ha comportato il restauro e la conservazione degli interni e degli esterni della struttura originaria del 1909, nonché opere di rafforzamento del Mausoleo contro le forze sismiche. L’intero edificio ha richiesto un progetto completamente nuovo, un rivestimento aggiunto composto da una combinazione di cemento armato, acciaio e fibra di carbonio, che va dalle fondamenta e dalle opere murarie originarie all’ottagono, al tamburo e alla cupola. Oltre 120 robusti ancoraggi sono stati fissati alla montagna dietro i muri di contenimento recentemente rafforzati che proteggono il Mausoleo

«Sono occorse circa 80.000 ore/uomo per migliorare la resistenza del Mausoleo ai terremoti», ha detto il signor Samadi. «Ma le opere sono tutte nascoste e la bellezza e la magnificenza dell’architettura originaria non ne sono sminuite».

I restauri delle opere in pietra e della cupola

I lavori per il restauro del Mausoleo hanno beneficiato dell’esperienza dei lavori eseguiti sul vicino edificio degli Archivi internazionali baha’i, ha detto il signor Samadi.

«Abbiamo studiato il Mausoleo e cercato materiali e tecniche mentre stavamo ancora lavorando negli Archivi. Quell’esperienza ci ha dato un grande slancio. Conoscevamo gli esperti e abbiamo perfezionato le competenze e le tecniche. Con il Mausoleo, abbiamo lavorato contemporaneamente su più fronti. Mentre lavoravano sulla sovrastruttura, abbiamo completato i restauri delle opere in pietra e fatto contemporaneamente molte altre cose».

Le opere in pietra eseguite dal personale dell’ufficio dei restauri e da volontari, molti dei quali erano giovani, hanno richiesto oltre 50.000 ore uomo. Queste persone, provenienti da molti paesi, Australia, Canada, Cina, Ecuador, Germania, India, Kenia, Mongolia, Nuova Zelanda, Olanda, Regno Unito, Stati Uniti, Sud Africa e Vanuatu, sono state tutte addestrate da esperti restauratori. Ogni palmo degli esterni dell’edificio è stato controllato e restaurato.

«Per la sovrastruttura originaria, si era pensato di usare marmo di Carrara. Ma non era facile farlo arrivare dopo la seconda Guerra mondiale», ha detto il signor Samadi. «L’unica pietra disponibile era il marmo di Chiampo. Quando cercammo di scoprire come lo avessero restaurato in Europa, abbiamo scoperto che, per la sua natura, quel marmo non era stato usato da nessuna parte come rivestimento, ma solo per la pavimentazione. Nessuno sapeva come restaurarlo».

Si sono dovute elaborare nuove tecniche anche per sostituire le tegole dorate del Mausoleo. Per due anni si è cercato di vedere se le vecchie tegole corrose potevano essere restaurate. «Abbiamo controllato le condizioni di ogni tegola. Ma, in seguito all’esposizione alle intemperie, molte erano rotte e irreparabili e le altre non potevano essere riportate alla loro bellezza originaria», ha detto il signor Samadi.

Dopo molti anni di ricerche, abbiamo fatto un contratto con una ditta portoghese per la produzione di nuove tegole di oltre 120 forme e dimensioni differenti. Per costruire le tegole di porcellana, è stata usata una tecnologia avanzata. Le tegole sono ricoperte da vari strati di smalto e doratura e rifinite con un rivestimento molto resistente.

«La ditta non aveva mai fatto nulla del genere», ha detto il signor Samadi. «La ditta è famosa per opere di porcellana di altissimo livello. Il risultato è perfetto. Le tegole non sono solo belle, sono cinque o sei volte più resistenti all’abrasione delle tegole originali».

Un esperto capomastro e posatore, Bruce Hancock, è venuto dalla Nuova Zelanda per sovrintendere ai lavori eseguiti dai dipendenti dell’ufficio dei restauri. «Abbiamo dovuto imparare», ha detto il signor Hancock. «Di solito le tegole sono di forma regolare. Ma queste erano di tutte le forme e le dimensioni. Ogni fila è curva.

«Inizialmente non sapevo come avremmo fatto a creare quelle curve, ma le tegole erano disegnate con tale precisione che lo facevano a sole. Sembravano vive. Se lavoravamo bene, con precisione, loro facevano il resto. Era sorprendente».

La cupola del Mausoleo del Bab «ora risplende in tutto il suo fulgore», ha scritto la Casa Universale di Giustizia nel suo messaggio.

«È un evento unico», ha detto il sindaco di Haifa Yona Yahav agli ospiti che celebravano il completamento dei lavori di restauro, «in questa città, in Israele, nel mondo».

Per leggere l’articolo on-line e vedere una raccolta di fotografie, si vada a: http://news.bahai.org/story/816

Spiacente, nessuno articolo collegato.

Comments are closed.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi