I capi religiosi chiedono di impegnarsi per l’ambiente, la povertà e la pace

24 giu

WINNIPEG, Canada, 24 giugno (BWNS) – I capi religiosi che si sono incontrati in Canada sono stati esortati ad assumere «una guida e un impegno ispirati» per fermare la povertà, proteggere l’ambiente e porre fine ai conflitti.

La sfida è stata lanciata in una dichiarazione redatta dai rappresentanti delle religioni del mondo, che si sono riuniti all’Università del Winnipeg in previsione del vertice del G8 di questa settimana a Toronto.

«Riconoscendo la nostra comune umanità e accogliendo l’imperativo di trattare tutti con dignità, affermiamo che nessuno vale più o meno degli altri», dice la dichiarazione.

«Raccomandiamo ai leader politici di considerare per primi i più vulnerabili fra noi, i particolare i nostri figli, e di lavorare uniti per affrontare la piaga disumanizzante della povertà e dell’ingiustizia e per praticare e per promuovere la cura dell’ambiente, la Terra», dice la dichiarazione.

Il vertice mondiale delle religioni 2010 è il sesto in una serie di incontri interreligiosi associati agli incontri annuali del G8. Ha registrato oltre 80 partecipanti da tutte le grandi fedi del mondo compresi, per la prima volta, rappresentanti della comunità baha’i.

Hanno partecipato capi religiosi da oltre 20 paesi, comprese le nazioni del G8, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti.

Il reverendo dottor James Christie, segretario generale del Vertice, ha detto che l’incontro e il suo risultato riguardano principalmente i leader degli otto paesi del G8 perché essi sono le nazioni che hanno le maggiori possibilità di portare cambiamenti nel mondo.

«La realtà è che queste nazioni hanno il denaro, hanno il potere e possono cambiare le cose», ha detto il dottor Christie.

Alcuni partecipanti hanno detto che è anche importante che le comunità religiose raddoppino gli sforzi per affrontare i tre grandi temi delle discussioni, la povertà, l’ambiente e la pace.

«Viviamo in un periodo critico della storia», ha detto Sua Santità Aram I, della Chiesa Ortodossa Armena. «Credo che la cosa importante sia quella di costruire comunità. Non si tratta solo di vivere uno accanto all’altro, di coesistere in pace. Si tratta di costruire comunità integrate, comunità diverse e integrate, accettando e rispettando gli altri e vivendo assieme».

«Dobbiamo dire al G8 e al mondo che noi religioni non solo parliamo assieme ma lavoriamo assieme per costruire comunità dialoganti e integrate», ha detto.

La partecipazione baha’i

Fra i rappresentanti baha’i al vertice vi era Susanne Tamas del Canada, assieme a baha’i provenienti da altri cinque paesi, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

«Crediamo che nella discussione di problemi come la povertà, l’ambiente, la pace e la sicurezza si debbano introdurre i principi spirituali», ha detto la signora Tamas. «Vogliamo creare uno spazio nel quale i leader politici possano riflettere e prendere decisioni a lungo termine e per il bene di tutti, piuttosto che a breve termine e di interesse nazionale».

«Siamo qui anche per imparare, perché sono problemi complessi e abbiamo bisogno di imparare che cosa ne dicono le altre fedi», ha proseguito.

In preparazione al Vertice, la comunità baha’i del Canada ha organizzato un seminario sui diritti umani e la libertà religiosa.

L’evento, che è durato un giorno e si è svolto a Winnipeg lunedì, 21 giugno, con la partecipazione quattro esperti di diritti umani di differenti provenienze religiose, ha concluso che si deve difendere il diritto alla libertà di religione per assicurare che la sua influenza sulla società sia progressiva e positiva.

Azioni «coraggiose e concrete»

La dichiarazione, emessa dopo tre giorni di consultazioni del Vertice delle religioni mondiali 2010, invita i leader politici a prendere provvedimenti «coraggiosi e concreti».

Quanto alla povertà, dice che oltre un miliardo di persone sono «cronicamente affamate» e che le donne, i bambini e le popolazione indigene ne sono afflitte più degli altri.

«Le dimensioni della povertà sarebbero demoralizzanti se non fosse per la consapevolezza che questa iniquità globale può essere modificata in una forma condivisa di fioritura umana. Insieme, abbiamo la capacità e le risorse globali per porre fine alla povertà estrema e alle sue conseguenze», dice la dichiarazione.

Sul tema dell’ambiente, la dichiarazione nota che tutte le fedi tradizionali «ci invitano a prenderci cura della Terra». Denuncia gli effetti del cambiamento climatico e dice che «ora occorrono azioni audaci».

I governi sono stati inoltre invitati a mettere fine alla corsa agli armamenti nucleari e a fare nuovi investimenti per creare una «cultura della pace».

Il vertice ha condannato il terrorismo e l’estremismo religiosi e i capi religiosi si sono impegnati di «fermare l’insegnamento e la giustificazione dell’uso della violenza fra le comunità religiose».

La dichiarazione è stata presentata a Steven Fletcher, il Ministro di stato canadese per la riforma democratica. Il signor Fletcher ha promesso di consegnarlo al primo ministro canadese Stephen Harper, perché lo presenti ai leader del G8.

Per leggere su internet l’articolo in inglese e vedere le fotografie si vada a: http://news.bahai.org/story/779

Spiacente, nessuno articolo collegato.

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