Una commissione esamina il ruolo dei giovani nel cambiamento sociale

30 apr

Per preparare la popolazione giovanile del mondo al futuro occorrono nuovi orientamenti nell’educazione che mettano in luce il loro ruolo di cittadini del mondo.

È questa una delle idee presentate a New York durante una tavola rotonda, organizzata il 23-27 aprile u.s. dalla Baha’i International Community, in occasione della Commissione delle Nazioni Unite sulla popolazione e lo sviluppo.

Intitolata «Giovani e adolescenti: educare i protagonisti del cambiamento sociale», la tavola rotonda ha esaminato i temi principali della Commissione per quest’anno.

L’ambasciatore William A. Awinador-Kanyirige, rappresentante permanente della missione permanente del Ghana presso le Nazioni Unite ha detto che dobbiamo insegnare ai giovani «il concetto dei diritti umani fondamentali e i concetti della tolleranza, della pace e della diversità».

«Se, mentre insegniamo anche le scienze e le competenze comunicative fondamentali, non insegniamo anche questi concetti, non aiutiamo i giovani a realizzarsi pienamente nella vita», ha detto.

In apertura della discussione, Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite, ha detto: «Vogliamo esaminare processi educativi che aiutino i giovani a riconoscere e a sviluppare i propri potenziali . . . e a considerarsi protagonisti del cambiamento nella propria vita, nella vita delle loro comunità e nel mondo».

«Molti dei moderni metodi educativi trattano gli studenti in modo molto passivo, come recipienti di informazioni invece che come membri attivi della comunità», ha detto la signora Dugal.

Il membro della commissione Alicia Cundall, studente dell’Università di Toronto, ha detto che i giovani vogliono partecipare strategicamente alla pianificazione del mondo che erediteranno.

«Ho imparato che gli adolescenti e i giovani sono idealisti nel modo migliore», ha detto la signora Cundall. «Non accettiamo un no come risposta, lottiamo per ciò in cui crediamo, sfidiamo lo status quo, le nostre mentalità e i nostri atteggiamenti sono flessibili e malleabili e siamo più capaci degli adulti di modificare i nostri comportamenti per adattarci ai tempi che cambiano. Abbiamo grande energia e grandi entusiasmi».

La signora ha anche detto che i programmi per i giovani devono mettere in luce l’importanza del servizio alla comunità e dell’apprendimento attraverso l’esperienza.

Fra i contributi che ha offerto alla Commissione di quest’anno, la Baha’i International Community ha pubblicato una dichiarazione che tratta questo tema. Il documento nota che nel mondo ci sono circa un miliardo di persone fra i 10 e i 19 anni, che la metà di loro vive in povertà e che il 25 per cento circa sopravvive con meno di un dollaro al giorno.

«Il futuro della società odierna dipende in gran parte dal modo in cui i programmi e i metodi educativi sanno sprigionare il potenziale latente dei giovani e prepararli al mondo che erediteranno», dice la dichiarazione.

Il testo inglese della dichiarazione si trova qui: http://bic.org/statements-and-reports/statements/youth-and-adolescents-education-in-service-of-community

Per leggere l’articolo in inglese online e vedere le foto si vada a: http://news.bahai.org/story/908

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