Il presidente Rouhani alle Nazioni Unite e la questione dei diritti dei baha’i in Iran

25 set

Dopo aver sentito il discorso pronunciato dal presidente iraniano Hassan Rouhani alle Nazioni Unite oggi, il mondo osserverà come, a parte il suo appello generale alla speranza e alla moderazione in tutto il mondo, egli affronterà la questione essenziale dei diritti umani in Iran.

La Baha’i International Community è ansiosa di vedere quali provvedimenti pratici il presidente Rouhani e il suo governo prenderanno ora per porre rimedio alle violazioni dei diritti umani subite dalle minoranze etniche e religiose dell’Iran fra cui ci sono anche i baha’i, la più numerosa minoranza religiosa non musulmana del paese, nonché da altri settori della popolazione iraniana.

«In particolare, speriamo che il presidente Rouhani prenda provvedimenti per accordare ai baha’i tutti i diritti che spettano loro in quanto cittadini iraniani», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community.

«Un primo passo potrebbe essere la revoca dei provvedimenti del memorandum segreto del 1991 emanato dal supremo Consiglio culturale rivoluzionario e firmato del Leader supremo Ayatollah Khamenei. Quel documento chiede che i baha’i siano trattati in modo tale che “il loro progresso e il loro sviluppo siano bloccati” e stabilisce politiche intese a eliminare la comunità baha’i come entità vitale in Iran.

«Per oltre 30 anni, la Repubblica Islamica dell’Iran ha sistematicamente perseguitato i baha’i, unicamente a causa delle loro convinzioni religiose, che promuovono la pace, l’obbedienza alla legge e non sono una minaccia per il governo.

«Una prima importante prova delle sue reali intenzioni, dunque, è che il presidente Rouhani incominci a liberare gli oltre 115 baha’i che si trovano attualmente in prigione in Iran, tutti ingiustamente detenuti per accuse false o costruite», ha detto la signora Dugal.

Per altri dettagli sulla persecuzione dei baha’i in Iran, si vada a: http://www.bic.org/persecution-bahai-community

Il memorandum segreto del 1991 è trascritto in calce.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link si va a: http://news.bahai.org/story/967

Il memorandum segreto del 1991 sulla questione bahá’í

[Traduzione dal persiano]

[Il testo in parentesi quadre è aggiunto dal traduttore]

Nel nome di Dio!

Repubblica Islamica dell’Iran

Supremo Consiglio Culturale Rivoluzionario

Numero: 1327/….

Data: 6/12/69 [25 febbraio 1991]

Allegati: nessuno

RISERVATO

Dottor Seyyed Mohammad Golpaygani

Capo Ufficio dello Stimato Leader [Khamenei]

Saluti!

Dopo i saluti, con riferimento alla lettera n. 1/783 del 10/10/69 [31 dicembre 1990], sulle istruzioni dello Stimato Leader fornite al Presidente per la questione bahá’í, la informiamo che, siccome il Presidente e il Capo del Supremo Consiglio Culturale Rivoluzionario hanno presentato questa questione a questo Consiglio perché esso la prenda in considerazione e la studi, essa è stata messa all’ordine del giorno del Consiglio nella sessione n. 128 del 16/11/69 [5 febbraio 1991] e della sessione n. 119 del 2/11/69 [22 gennaio 1991]. In aggiunta a quanto sopra e a seguito [dei risultati delle] discussioni tenute al riguardo nella sessione n. 112 del 2/5/66 [24 luglio 1987] presieduta dallo Stimato Leader (Capo e membro del Supremo Consiglio), le recenti opinioni e direttive impartite dallo Stimato Leader sulla questione bahá’í sono state trasmesse al Consiglio Supremo. Visti i contenuti della Costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran e viste le leggi religiose e civili e le politiche generali del paese, queste questioni sono state attentamente studiate e sono state prese alcune decisioni.

Nella formulazione delle decisioni e delle proposte di modi ragionevoli per affrontare la questione di cui sopra, è stata data la dovuta considerazione ai desideri della Leadership della Repubblica Islamica dell’Iran [Khamenei], cioè, che «a questo riguardo si trovi una politica specifica in modo tale che tutti capiscano che cosa si deve fare e che cosa non si deve fare». Di conseguenza, dalle discussioni sono emerse le seguenti proposte e raccomandazioni.

Lo stimato Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran e il Capo del Supremo Consiglio Culturale Rivoluzionario, nell’approvare queste raccomandazioni, ci hanno istruito di trasmetterle allo Stimato Leader [Khamenei] così che possano essere intraprese le azioni appropriate secondo la sua guida.

RIASSUNTO DEI RISULTATI E DELLE RACCOMANDAZIONI DELLA DISCUSSIONE

1. Status generale dei bahá’í nel sistema del paese

1. Non saranno espulsi dal paese senza ragione.

2. Non saranno arrestati, imprigionati o puniti senza ragione.

3. Il comportamento del governo nei loro confronti deve essere tale da bloccare il loro sviluppo e il loro progresso.

B. Status culturale e di istruzione

1. Potranno andare a scuola a patto che non dichiarino di essere bahá’í.

2. Di preferenza, saranno messi in scuole con una forte ideologia religiosa e che la impongono.

3. Saranno espulsi dalle università, sia durante il processo di ammissione sia nel corso degli studi, se si viene a sapere che sono bahá’í.

4. Le loro attività politiche (spionaggio) saranno affrontate secondo le leggi e le politiche appropriate del governo e le loro attività di propaganda religiosa saranno affrontate fornendo una risposta religiosa e culturale e mediante la propaganda.

5. Le istituzioni preposte alla propaganda (come ad esempio l’Organizzazione Islamica per la Propaganda) apriranno una sezione apposita per contrastare la propaganda e le attività religiose dei bahá’í.

6. Si preparerà un piano per affrontare e distruggere le loro radici culturali fuori dal paese.

C. Status legale e sociale

1. Si permetteranno loro gli stessi modesti mezzi di sostentamento di cui la maggioranza della popolazione dispone.

2. Fintanto che questo non li incoraggia a essere bahá’í, è permesso fornire loro i mezzi per una vita ordinaria secondo i diritti generali concessi a ogni cittadino iraniano, ad esempio le tessere di razionamento, i passaporti, i certificati di sepoltura, i permessi di lavoro, ecc.

3. Si negherà loro un impiego se dichiarano di essere bahá’í.

4. Si negherà loro qualunque posizione di influenza, come ad esempio impieghi nel settore dell’istruzione, ecc.

AugurandoLe divine confermazioni

Il Segretario del Supremo Consiglio Culturale Rivoluzionario

Dottor Seyyed Mohammad Golpaygani

(firmato)

(nota poscritta del signor Khamenei)

Nel nome di Dio

La decisione del Supremo Consiglio Culturale Rivoluzionario sembra sufficiente.

Vi ringrazio, signori, per la vostra attenzione e i vostri sforzi

(firmato): Khamenei

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