Un’esemplare vita di servizio «davanti a un’accanita oppressione»

16 giu

Fino agli ultimi istanti Valiollah Toosky ha pensato all’Iran, ai suoi studenti e colleghi dell’Istituto baha’i di educazione superiore (BIHE).

La sorella ricorda in particolare che, l’ultimo giorno della sua vita, egli ha telefonato in Iran dagli Stati Uniti, dove era andato per cure mediche. Pensava all’arresto dei suoi colleghi del corpo docente.

«L’ultima telefonata che ha fatto, a mezzogiorno, è stata ai suoi colleghi in Iran», ha detto Bahereh Smith. «L’ultimo suo pensiero è stato come far continuare il BIHE. Questo è stato il suo ultimo pensiero…».

Poche ore più tardi il signor Toosky, 55 anni, è morto dopo sei mesi di lotta contro un cancro del cervello.

Il signor Toosky era molto noto e amato per la sua dedizione agli studenti e al BIHE. Era un cofondatore dell’Istituto, costituito come iniziativa informale della comunità per permettere ai giovani baha’i, ufficialmente esclusi dagli studi superiori, di proseguire gli studi. Quando è morto, il signor Toosky era coordinatore dei dipartimenti di ingegneria civile e architettura dell’Istituto.

Non è stata dunque una sorpresa che alla sua cerimonia funebre lo scorso weekend, al centro baha’i di San Clemente, abbiano partecipato oltre 350 persone, per celebrare la vita di una persona umile, la cui priorità era il servizio.

«Credeva nell’importanza dell’educazione», ha detto Taraz, fratello del signor Toosky. «Era un buon architetto e una persona colta. Ha avuto l’opportunità di svolgere questo servizio e lo faceva bene».

«Faceva tutto quello che gli si chiedeva. La sua casa era aperta per le classi. Dava cibo agli studenti. Non ha mai detto: “Il mio compito è insegnare”. Faceva tutto».

La famiglia del signor Tootsky ha ricevuto messaggi di condoglianze da tutto il mondo.

Nell’annunciare la sua morte, il Centro degli architetti dell’Università di Teheran ha detto che il signor Toosky era «un caro collega» e «una persona molto amata».

La Casa Universale di Giustizia, capo di tutta la comunità baha’i, ne ha ricordato i «molti anni di servizio esemplare e incrollabile… davanti a un’accanita oppressione».

Il 10 giugno la Casa Universale di Giustizia ha scritto che i suoi sforzi per «educare i giovani baha’i hanno lasciato alle generazioni future un’eredità ricca e duratura».

Il signor Toosky è morto il 31 maggio, pochi giorni dopo che le autorità iraniane hanno fatto irruzione in oltre 30 abitazioni di baha’i associati al BIHE. Dodici membri del personale e del corpo docente sono ancora in prigione, portando il totale dei baha’i iraniani in carcere a un centinaio.

È giunta notizia che il Ministro iraniano della scienza e della tecnologia, nel tentativo di giustificare la persecuzione dei baha’i, ha dichiarato che tutte le attività del BIHE sono illegali.

«Fonte di coraggio»

«L’esperienza del signor Toosky e della sua famiglia rispecchia sotto molti aspetti i vari tipi di persecuzione ai quali i 300 mila baha’i dell’Iran sono stati sottoposti dopo la Rivoluzione islamica del 1979», ha detto Farhad Sabetan, portavoce della Baha’i International Community.

Il suocero di Toosky era segretario dell’assemblea locale baha’i di Teheran prima di essere sequestrato e assassinato nel 1980.

Dopo un attacco da parte del governo iraniano contro il BIHE nel 1998, il signor Toosky è stato arrestato e interrogato in prigione per diversi giorni.

I suoi tre figli non hanno potuto proseguire gli studi superiori a causa delle loro credenze. Il maggiore aveva superato gli esami di ammissione all’università con un voto moto alto ma non gli era stato permesso di entrare nell’università. Anche gli altri due hanno superato l’esame di ammissione, ma sono stati respinti per avere presentato una documentazione incompleta, una tattica comunemente usata dalle autorità iraniane per bloccare gli studenti baha’i.

La sorella di Toosky è moglie di Behrouz Tavakkoli, uno dei sette dirigenti baha’i imprigionati, che stanno attualmente scontando 20 anni di prigione per accuse costruite.

«Malgrado le molte tribolazioni, il signor Toosky era una straordinaria fonte di coraggio e rassicurazione per gli altri, soprattutto per i baha’i in prigione e per le famiglie dei baha’i giustiziati dalle autorità iraniane», ha detto Farhad Sabetan.

«Amava moltissimo la sua terra e desiderava ritornare a casa per aiutare i giovani negli studi. Questa era la parte della vita che gli piaceva maggiormente», ha detto il dottor Sabetan.

In un tributo al signor Toosky mandato dall’Iran per i funerali, uno dei suoi studenti ha scritto: «Forse se fosse emigrato in occidente, gli sarebbe stata offerta una prestigiosa posizione in una delle università e avrebbe vissuto una vita comoda. Forse se non fosse rimasto qui a subire violenze fisiche ed emotive, sarebbe ora in perfetta salute e sarebbe ancora con la sua famiglia.

«Forse se non avesse voluto svolgere tanti compiti così stressanti, non avrebbe perso la salute così presto. Vi sono tanti altri “forse”. Ma sono certo che, se fosse partito, non avrebbe avuto l’opportunità di svolgere tanti grandi servizi…».

Un altro tributo letto al funerale diceva: «Hai lasciato questo modo troppo presto. Lo hai fatto così rapidamente che non abbiamo potuto compensarti per tutto quello che hai fatto per noi in questa vita terrena. Ci hai istruiti così bene che, se ci aiuterai ancora, ognuno di noi potrà diventare un architetto come il signor Toosky».

Per leggere online l’articolo in inglese e vedere le fotografie, si vada a : http://news.bahai.org/story/832

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