Preoccupato per il «clima di paura» in Iran l’esperto dell’ONU

1 nov

L’esperto delle Nazioni Unite per i diritti umani in Iran ha detto all’Assemblea generale che è «molto preoccupato» per la situazione del paese, nel quale egli descrive un «clima di paura» per cui i giornalisti, i difensori dei diritti umani e le minoranze subiscono arresti e detenzioni immotivati con poche speranze di un equo processo.

Ahmed Shaheed ha ripetuto la sua richiesta di liberare immediatamente tutti i «prigionieri di coscienza» in Iran, illustrando l’attuale detenzione di oltre 40 giornalisti e di una trentina di difensori dei diritti umani.

Nella sua relazione il dottor Shaheed ha anche detto di essere allarmato per le costanti violazioni del diritto a un equo processo in Iran. Dei 99 ex detenuti da lui intervistati, «il 60 per cento ha denunciato di essere stato a lungo tenuto in isolamento, l’80 per cento ha detto di essere stato picchiato e oltre il 60 per cento ha affermato di non aver avuto il permesso di contattare un avvocato».

In una discussione interattiva del 24 ottobre, diverse delegazioni nazionali hanno menzionato specificamente la situazione dei baha’i e hanno espresso la loro preoccupazione per le persecuzioni in Iran contro le minoranze religiose. Il dottor Shaheed ha risposto dicendo che i baha’i sono perseguitati perché il governo iraniano non li riconosce come una religione, il che comporta una discriminazione in molte cose, come l’istruzione.

Durante un seminario che si è svolto due giorni prima presso l’Istituto internazionale per la pace di New York, il dottor Shaheed ha detto che i baha’i sono «la minoranza religiosa maggiormente perseguitata in Iran» e ha specificato che le loro persecuzioni sono di vario tipo, dall’impossibilità di praticare la loro fede all’impedimento di usufruire di vari servizi fondamentali.

Un dibattito del Parlamento britannico

Il 24 ottobre, a Londra, alcuni membri del Parlamento britannico di vari schieramenti politici hanno tenuto un dibattito a Westminster Hall. Hanno discusso della sistematica persecuzione del governo iraniano contro i baha’i e altre minoranze religiose.

Alistair Burt, sottosegretario di Stato del Ministero degli esteri, ha detto che «è sconvolgente che uno stato tratti in questo modo le proprie minoranze religiose, tanto più che l’attuale regime ha l’appoggio della religione e ha spesso proclamato di rispettare i diritti umani».

Il signor Burt ha detto che il Regno Unito continuerà a sostenere il dottor Shaheed «nel suo importante ruolo di investigare le violazioni dei diritti umani e di stimolare l’Iran a correggere situazioni che suscitano preoccupazioni internazionali».

Naomi Long, membro del Parlamento per Belfast East, ha detto che la persecuzione dei baha’i rispecchia «una più ampia persecuzione di altre minoranze religiose e culturali della società iraniana».

«La situazione è molto grave», ha detto, «e il trattamento della comunità baha’i indica fino a che punto le autorità iraniane sono disposte ad arrivare nel perseguitare le minoranze religiose e culturali.

Nelle sue osservazioni conclusive, il signor Burt ha invitato il governo iraniano ad aderire a valori come il mutuo rispetto e la reciproca tolleranza. «L’Iran ha una vergognosa storia di detenzioni di difensori dei diritti umani, giornalisti e blogger e sembra cinicamente pronto a usare strumenti come la pena capitale a scopi intimidatori», ha detto. «Il governo dell’Iran deve accettare la calma determinazione dei baha’i di convivere pacificamente con i loro concittadini come parte di una società iraniana diversificata e tollerante».

Per leggere on line l’articolo in inglese, vedere le foto e accedere ai link si vada a : http://news.bahai.org/story/928

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