Il Segretario generale delle Nazioni Unite «molto turbato» dagli sviluppi in Iran

13 ott

Il Segretario generale delle Nazioni Unite «molto turbato» dagli sviluppi in Iran

Per il quarto anno consecutivo, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha criticato duramente la situazione dei diritti umani in Iran, dicendo che negli ultimi 12 mesi le violazioni «sono proseguite e si sono intensificate».

L’Iran ha intensificato le misure repressive contro i difensori dei diritti umani, gli attivisti per i diritti delle donne e i giornalisti, ha detto il signor Ban in una relazione pubblicata ieri.

Potete leggere la relazione in inglese in questo sito: http://news.bahai.org/sites/news.bahai.org/files/documentlibrary/858_Secretary_General_Report.pdf

Il Segretario generale si è detto «molto turbato» dai recenti sviluppi in Iran, che hanno comportato un «notevole aumento» dell’uso della pena capitale nel paese, nonché di processi ingiusti, amputazioni, torture, arresti e detenzioni arbitrarie.

Il signor Ban ha invitato il governo iraniano a rispettare i diritti di tutti i suoi cittadini e ha specialmente rilevato il «l’importante ruolo costruttivo svolto dai legali e dagli attivisti per i diritti umani nella protezione dei diritti umani», incoraggiando l’Iran a «garantire piena libertà di espressione e di assemblea e a dare loro maggiore spazio per lo svolgimento indipendente del loro lavoro».

La relazione parla anche delle restrizioni imposte alle «minoranze religiose non riconosciute» ed esprime una «seria preoccupazione» soprattutto per la continua persecuzione contro la comunità baha’i dell’Iran.

Ai baha’i dell’Iran si limita l’accesso agli studi universitari, ha detto il signor Ban, notando che questa forma di discriminazione è culminata quest’anno nello sforzo compiuto dal governo per chiudere l’iniziativa informale per istruire i giovani membri della comunità baha’i esclusi dalle università.

«Numerosi reportage attestano che il 21 maggio 2011 le forze della sicurezza hanno perquisito le case di alcune persone che partecipavano alle attività dell’Istituto baha’i di studi superiori e hanno arrestato quindici dei suoi membri in varie città, come Gohardasht, Isfahan, Karaj, Sari, Shiraz, Teheran e Zahedan . . .», ha detto.

Il signor Ban ha anche parlato della sorte dei sette dirigenti nazionali baha’i, arrestati nel 2008 e condannati a vent’anni di carcere nel 2010, notando che questa eccessiva condanna è stata confermata quest’anno.

«L’Alto Commissario per i diritti umani ha ripetutamente sollevato questo caso davanti alle autorità iraniane, con lettere e incontri, esprimendo la sua preoccupazione perché questi processi non avevano soddisfatto i requisiti di un equo processo», ha detto.

Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite, ha accolto con soddisfazione la relazione e le sue conclusioni.

«Nel suo insieme, la relazione del signor Ban ha condannato nuovamente l’attuale regime iraniano, documentando gli svariati sforzi del governo per mettere a tacere le crescenti richieste di giustizia, democrazia e trasparenza avanzate dai suoi cittadini.

«I baha’i soffrono da molto tempo a causa della crescente incapacità della Repubblica Islamica di tollerare qualunque opinione o punto di vista si allontani dal copione ufficiale. La relazione del signor Ban documenta chiaramente la misura in cui molti altri, dalle donne ai giornalisti e agli avvocati, sono costretti a sopportare il peso di questa oppressione.

«La relazione descrive anche il rifiuto dell’Iran di collaborare con i relatori speciali delle Nazioni Unite, ai quali dal 2005 è stato negato il permesso di visitare l’Iran per indagare sulla situazione del paese.

«Speriamo che la comunità internazionale prenda nota e continui a cercare di fare in modo che l’Iran ponga fine a questa iniqua persecuzione dei propri cittadini», ha detto la signora Dugal.

Per leggere l’articolo in inglese online, si vada a:

http://news.bahai.org/story/858

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