L’ILO preoccupata per la repressione economica dei baha’i iraniani

1 ago

International Labour OfficeL’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha espresso «la sua profonda preoccupazione per la protratta discriminazione economica ed educativa contro i baha’i in Iran».

In particolare, un Comitato dell’ILO che ha il compito di sorvegliare l’osservanza globale del diritto alla non-discriminazione nell’impiego e nell’occupazione ha detto che il caso dei baha’i iraniani resta «particolarmente grave» a causa della «sistematica discriminazione» da parte del governo.

«L’ILO è un organismo tripartito che rappresenta governi, operai e impiegati di tutto il mondo. Il rapporto del comitato, rilasciato alla fine di giugno, è perciò particolarmente significativo perché non rappresenta solo l’opinione dei governi, ma anche quella degli operai e degli impiegati», ha detto Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra.

«Il fatto che l’ILO si sia unito al coro internazionale di proteste per il protrarsi in Iran della discriminazione contro i baha’i nei posti di lavoro e nell’istruzione è un’importante indice dell’opinione globale».

«L’Iran non ha fatto alcun progresso nell’eliminazione di questa discriminazione, anzi la situazione è peggiorata», ha detto la signora Ala’i. «Dal gennaio scorso è cresciuto il numero dei negozi baha’i che sono stati chiusi e delle licenze commerciali revocate».

La signora Ala’i ha detto, per esempio, che verso la fine dell’anno scorso una trentina di negozi baha’i sono stati chiusi in Hamadan e che alla fine di febbraio tutti i negozianti baha’i della città, tranne due, sono stati convocati dalle autorità per un interrogatorio. I negozi di molti di loro sono poi stati chiusi.

«Un negozio baha’i di Hamadan è stato chiuso perché il proprietario si è rifiutato di tenere il negozio aperto durante una festività baha’i», ha detto la signora Ala’i. «Quando il negoziante ha incominciato a vendere le sue merci dal suo camioncino, il veicolo è stato confiscato. La sua abitazione è stata perquisita e il suo conto bancario è stato chiuso. Queste forme di discriminazione contro i baha’i si verificano in tutto l’Iran».

Prosegue anche la discriminazione contro i baha’i negli studi superiori, ha detto la signora Ala’i, facendo notare che questa discriminazione riguarda anche le scuole professionali che rientrano nell’area di interesse dell’ILO.

«Fra le 81 università iraniane che nel 2006 hanno ricevuto l’ordine di espellere gli studenti che si fosse scoperto che erano baha’i ci sono anche alcune scuole professionali», ha detto la signora Ala’i, facendo riferimento a un memorandum confidenziale emesso dal governo.

Alla fine il rapporto del Comitato dell’ILO raccomanda «che il governo [dell’Iran] prenda provvedimenti seri per combattere la discriminazione contro le minoranze etniche e le minoranze religiose non riconosciute, in particolare i baha’i».

Il rapporto cita commenti sulla situazione in Iran fatti da operai, impiegati e rappresentanti del governo. I commenti sono citati anonimamente per proteggere il Comitato da pressioni da parte del governo.

I membri operai hanno detto che malgrado le ripetute indagini su questo caso, non c’è stato alcun progresso nell’osservanza della Convenzione», riferise il rapporto. «L’incapacità del governo di abrogare le leggi e i regolamenti più palesemente discriminatori è altamente deplorevole».

I membri operai hanno anche proposto di inviare una missione ad alto livello a visitare il paese il più presto possibile, per accertare i fatti e redigere un piano con precise scadenze per assicurare che il governo si attenga alla Convenzione, dice il rapporto.

Anche i membri impiegati hanno esortato il governo «a prendere provvedimenti concreti per assicurare un’ampia protezione contro discriminazioni dirette e indirette in tutti i campi enumerati dalla Convenzione».

Il rapporto cita vari governi, fra i quali l’Unione Europea e il Canada.

Il rappresentante governativo del Canada, per esempio, ha detto che le minoranze religiose subiscono una persistente e diffusa discriminazione.

«I membri della Fede baha’i sono stati discriminati nell’accesso agli studi superiori, alle università e all’occupazione nel settore pubblico. Sono stati privati di proprietà, impieghi e istruzione. Il fatto che il governo non abbia rispettato i propri obblighi verso la Convenzione malgrado i ripetuti appelli del Comitato dimostra mancanza di serietà e di buona fede», ha detto, secondo il rapporto, il membro governativo del Canada.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e acceder ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/963

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