Incendiari minacciano ritorsioni contro i baha’i che fanno amicizia con i musulmani

16 gen

Ginevra, 16 gennaio 2011  – Una recente ondata di incendi dolosi ai danni di attività commerciali di proprietà baha’i a Rafsanjan, Iran, sembra far parte di una campagna per compromettere i rapporti fra i baha’i e i musulmani della città.

Dopo una dozzina di attacchi contro negozi avvenuti dopo il 25 ottobre 2010, una ventina di case e di ditte baha’i hanno ricevuto una lettera minatoria indirizzata ai «membri della traviata setta bahaista».

Il documento anonimo chiede che i baha’i sottoscrivano l’impegno di «astenersi da contatti o amicizie con i musulmani» e di «non usare o assumere apprendisti musulmani». Il documento chiede inoltre che i baha’i non insegnino la loro Fede, nemmeno su Internet.

Se i destinatari accetteranno queste condizioni, dice la lettera, «noi garantiremo di non lanciare altri attacchi contro la vostra vita e le vostre proprietà».

«Da due mesi ormai negozi e uffici di innocenti baha’i sono bersaglio di bombe incendiarie», ha detto Diane Ala’i, la rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra. «Alcuni di loro hanno subito più di un incendio doloso contro le loro proprietà».

«La minaccia che prima riguardava i loro luoghi di lavoro, ora si estende anche alla loro vita se non promettono di isolarsi dagli amici e dai vicini di casa», ha detto.

«Che cosa sperano di ottenere gli esecutori di questi attacchi e di queste minacce?» ha chiesto la signora Ala’i. «Essi dimostrano davanti a tutto il mondo che alcuni elementi della società iraniana fomentano odio per motivi religiosi».

La signora Ala’i ha riferito che i baha’i si sono rivolti alle autorità locali chiedendo che facessero un’indagine. «Ma le autorità non hanno fatto nulla», ha detto.

«Incredibilmente sono stati accusati da alcuni di aver appiccato il fuoco loro stessi, per istruzione di governi stranieri».

Gli aggressori hanno preso particolarmente di mira ditte di riparazione di mobili, di elettrodomestici e negozi di ottica di proprietà baha’i.

Il 15 novembre, per esempio, sono stati incendiati due negozi che vendono e riparano elettrodomestici, provocando danni per decine di migliaia di dollari americani. Uno dei negozianti ha preso in affitto una proprietà vicina per continuare a lavorare e ha installato una porta blindata. Dopo un mese, malgrado le precauzioni, gli aggressori sono riusciti a introdurre materiale esplosivo nel negozio attraverso un foro che avevano aperto nel soffitto. L’esplosione ha scaraventato la porta in aria sollevandola per cinque metri e ha distrutto le finestre.

Il 2 gennaio un altro negozio di riparazioni è stato incendiato con un liquido infiammabile pompato nell’edificio con un tubo attraverso le lastre di metallo che il proprietario aveva fatto installare per protezione.

Il notiziario di una fondazione culturale musulmana di Rafsanjan ha scritto che gli attacchi sono stati provocati dal fatto che nella città alcuni tipi di lavoro erano stati monopolizzati dai baha’i. Un caffè di proprietà musulmana è stato incendiato dopo che il notiziario aveva erroneamente detto che esso era di proprietà baha’i.

«La pressione economica sulla comunità baha’i in Iran è già molto forte con tutti i posti e i permessi di lavoro che sono stati negati ai baha’i», ha detto Diane Ala’i.

«Questi attacchi e queste minacce sono un’altra forma, particolarmente scellerata, di persecuzione contro comuni cittadini che si limitano a cercare di guadagnarsi da vivere e di praticare la propria fede».

Il 21 dicembre, le Nazioni Unite hanno confermato una risoluzione che esprime «profonda preoccupazione per le gravi, costanti e ricorrenti violazioni dei diritti umani» in Iran. La risoluzione ha condannato specificamente la discriminazione dell’Iran contro le minoranze, compresi i membri della Fede baha’i.

Per leggere l’articolo in inglese e vedere le foto vai a http://news.bahai.org/story/805

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