Infondatamente incriminato un baha’i yemenita dopo 14 mesi di carcere duro

16 gen

Infondatamente incriminato un baha’i yemenita dopo 14 mesi di carcere duro

Contro ogni senso di giustizia le autorità yemenite hanno accusato Hamed Kamal bin Haydara, cittadino yemenita, di essere una spia di Israele e di convertire i musulmani alla Fede baha’i.

Queste accuse vengono all’inizio del suo secondo anno di carcere, In tutto questo tempo il signor bin Haydara è stato trattenuto senza alcuna accusa e ha subito vari tipi di torture e gravi violenze psicologiche.

Elham, la moglie del signor bin Haydara, ha detto all’agenzia Reuter che suo marito è stato crudelmente torturato in carcere per farlo confessare, cosa che lui non ha fatto. Di conseguenza il signor bin Haydara soffre ora di disturbi di salute cronici.

«Le accuse contro il signor bin Haydara sono infondate e insensate e arrivano dopo oltre un anno di maltrattamenti, compreso l’isolamento. In questo periodo le autorità hanno ripetutamente ammesso in privato che il signor bin Haydara è stato messo in prigione per motivi religiosi», ha detto Bani Dugal, la principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.

«Il signor bin Haydara è un rispettato e sincero padre di famiglia che non ha violato nessuna legge. I baha’i non fanno proselitismo per principio e tutti i nativi yemeniti che hanno accettato la Fede baha’i lo hanno fatto per convinzione», ha aggiunto la signora Dugal

«L’accusa di essere una spia di Israele è una grottesca distorsione della realtà», ha detto la signora Dugal.«Le circostanze storiche che hanno portato all’insediamento in Terra Santa del centro amministrativo e spirituale della Fede baha’i risalgono ad anni in cui lo stato di Israele non esisteva.

«L’obbedienza e la lealtà al governo sono fra i principi centrali della Fede baha’i e l’idea che un baha’i faccia la spia è totalmente assurda», ha detto la signora Dugal.

«Nello Yemen ci sono baha’i da decenni e i baha’i sono noti nella regione araba, anzi in tutto il mondo, per la natura pacifica e per l’atteggiamento di altruistico sevizio alla società».

La signora Dugal ha aggiunto: «La Baha’i International Community condanna questa azione illegale contro il signor bin Haydara e ne chiede l’immediata liberazione. Le accuse sono false e non esiste alcuna prova contro di lui».

Oltre a queste accuse le autorità dicono che il signor bin Haydara non è un cittadino yemenita e ha cambiato nome per entrare nel paese.

Il signor bin Haydara è nato nelle isole yemenite di Socotra e ha vissuto nel paese come cittadino. Suo padre, un medico, si è trasferito nello Yemen dall’Iran negli anni Quaranta e ha avuto la cittadinanza yemenita del sultano di Qishn e Socotra in riconoscimento dei suoi eccellenti servizi ai poveri. La cittadinanza è naturalmente passata al figlio. Il sultano ha dato un cognome yemenita al padre del signor bin Haydara per onorarlo e in riconoscimento del suo rispetto per il paese di adozione.

«Il signor bin Haydara è un marito devoto, padre di tre bambine e un leale cittadino dello Yemen», ha proseguito la signora Dugal. «Ma forse l’elemento più ironico e significativo di questa incriminazione è che le autorità hanno condannato il signor bin Haydara per non essere riuscito a ottenere la fiducia dei suoi concittadini malgrado “abbia dimostrato un alto livello morale”».

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai links si vada a:

http://news.bahai.org/story/1036

Altri articoli collegati:

  1. Un secolo dopo, il retaggio di ‘Abdu’l-Baha onorato in un ricevimento del governo britannico Ministri del governo e membri del parlamento hanno accolto a Londra un’ottantina di baha’i in un evento senza precedenti per rendere omaggio ad ‘Abdu’l-Baha, cent’anni dopo la Sua visita in...
  2. Un ricordo del lascito di ‘Abdu’l-Baha all’Egitto, cent’anni dopo Come la lettera aperta dei baha’i dell’Egitto, che sollecita un dialogo nazionale sul futuro del paese, incomincia a suscitare un vasto interesse, così analoghe discussioni fra gli egiziani cent’anni or...
  3. Tre anni dopo, i dirigenti baha’i in carcere in Iran sono il simbolo dell’oppressione di una nazione Il mondo ha ricordato le ingiustizie subite da moltissimi cittadini in Iran, mentre numerosi sostenitori ricordavano il terzo anniversario dell’arresto dei sette dirigenti baha’i. In un messaggio del 14 maggio...
  4. Celebrato il centenario dei viaggi di ‘Abdu’l-Baha in Nord America Migliaia di baha’i e di loro amici negli Stati Uniti stanno ricordando il centenario del viaggio di otto mesi compiuto da ‘Abdu’l-Baha nel loro paese. Dopo la Rivoluzione dei Giovani...
  5. Ancora in carcere i sette dirigenti baha’i in Iran La Baha’i International Community ha saputo che i sette dirigenti baha’i in Iran restano in carcere per altri due mesi. Il processo contro i setti è finito il 14 giugno....

Comments are closed.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi