Irruzioni contro un programma educativo baha’i

Le case di parecchi baha’i iraniani, attivi in un’iniziativa della comunità che ha lo scopo di fornire un programma di studi superiori ai suoi giovani membri ai quali si impedisce di entrare nelle università sono state oggetto di una serie di irruzioni coordinate.

Secondo le prime notizie pervenute le irruzioni hanno avuto luogo ieri in case situate a Teheran, Karaj, Isfahan e Shiraz. Sarebbero già state arrestate una trentina di persone.

«Le case che hanno subito le irruzioni appartengono a persone che erano strettamente collegate all’Istituto baha’i di educazione superiore», ha detto Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra.

L’Istituto baha’i di educazione superiore (BIHE) è stato fondato nel 1987. Questa iniziativa della comunità si propone di rispondere ai bisogni educativi dei giovani baha’i ai quali il governo iraniano nega sistematicamente l’accesso agli studi suoperiori. Il New York Times ha scritto che il BIHE è «un elaborato atto per la preservazione della comunità».

«L’Istituto è stato un risposta, altamente creativa e del tutto non violenta, al costante sforzo del governo di soffocare il normale sviluppo umano della comunità baha’i», ha detto la signora Ala’i.

«Non contente di escludere i baha’i dalle università esclusivamente a causa delle loro convinzioni religiose, le autorità iraniane stanno ora crudelmente cercando di porre fine agli sforzi compiuti dalla comunità per offrire ai propri giovani gli studi superiori con mezzi alternativi.

«Le azioni del governo sono assolutamente ingiustificabili», ha detto la signora Ala’i.

Non è la prima volta che il BIHE è oggetto di attacchi da parte delle autorità iraniane. Uno dei colpi più forti è stato una serie di irruzioni compiute nel 1998 durante le quali circa 36 fra professori e impiegati del BIHE sono stati arrestati e molti strumenti e materiali dell’Istituto, sparsi in oltre 500 case, sono stati confiscati. Altre azioni contro le attività del BIHE si sono verificate nel 2001 e nel 2002.

Questi attacchi e la politica generale dell’Iran di proibire ai giovani baha’i l’accesso agli studi superiori sono stati condannati da governi, accademici, agenzie dell’ONU, organizzazioni della società civile e altri.

Fra i numerosi provvedimenti presi, professori universitari di tutto il mondo hanno mandato lettere di protesta al segretario generale dell’ONU e ai capi politici dell’Iran. Nel 2006, il presidente dell’università di Princeton negli Stati Uniti ha parlato di questo tema con il rappresentante iraniano all’ONU. Il Parlamento spagnolo ha approvato un’energica risoluzione sulla situazione. Anche il Wolfson College di Oxford ha approvato una risoluzione nel novembre 2007 come l’Università di Winnipeg in Canada.

«Queste recenti irruzioni sembrano un ulteriore tentativo organizzato contro il BIHE, che le autorità hanno progettato da lungo tempo», ha detto Diane Ala’i.

«Chiediamo ai governi e alle organizzazioni educative di tutto il mondo di esprimere al governo iraniano la loro energica disapprovazione dei suoi costanti sforzi sistematici di negare ai giovani baha’i il loro fondamentale diritto umano di accedere agli studi superiori».

Per leggere l’articolo in inglese online e accedere ai link, si vada a: http://news.bahai.org/story/825

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