L’Iran sta sistematicamente perseguitando i baha’i, dice un esperto sulla libertà religiosa delle Nazioni Unite

23 ott

L’Iran sta sistematicamente perseguitando i baha’i, dice un esperto sulla libertà religiosa delle Nazioni Unite

Secondo un esperto dell’ONU la persecuzione dell’Iran contro i baha’i è fra le più «estreme manifestazioni di intolleranza e di persecuzione religiosa» oggi nel mondo.

Le osservazioni di Heiner Bielefeldt, Relatore speciale per la libertà di religione e di credo, sono state fatte durante una conferenza stampa in risposta a una domanda su una nuova relazione che documenta la campagna mediatica del governo iraniana per demonizzare i bahá’í.

Qui si può leggere l’intera relazione in inglese: http://bic.org/resources/documents/inciting-hatred-book

«Il governo iraniano ha una politica di persecuzione sistematica . . . », ha detto il dottor Bielefeldt, «che intende distruggere quella religione anche nel resto del mondo . . . È una politica di estrema ostilità, molto chiara e ben congegnata ».

Alla domanda se avesse ricevuto una risposta dall’Iran alle sue dichiarazioni sul tema, il dottor Bielefeldt ha risposto: «La risposta tipica è la seguente: il Bahaismo non è una religione, è un culto ed è un culto malefico».

«Essi distinguono . . . fra le vere religioni, secondo loro le religioni rivelate cioè l’Ebraismo, il Cristianesimo e, ovviamente, l’Islam, e tutto il resto», ha detto. «E questo è un problema.

«Intendo dire che realmente escludono sistematicamente i baha’i dall’applicazione della libertà di religione e di credo semplicemente negando che la loro fede sia una religione. E questa è una cosa che gli stati non possono fare».

La libertà di religione o di credo è un diritto umano fondamentale, ha detto durante la conferenza stampa giovedì scorso.

«Il punto di partenza deve essere l’autocoscienza degli esseri umani. Le loro convinzioni profonde . . . Questo è quel che conta», ha detto.

«Incitamento all’odio»

Uno degli aspetti della campagna del governo iraniano contro i baha’i è documentato nella relazione «Incitamento all’odio: la campagna mediatica iraniana per demonizzare i baha’i», che fornisce le prove di una strategia sponsorizzata dallo stato per diffamare la comunità baha’i.

La relazione, pubblicata il 21 ottobre, illustra le false accuse del coinvolgimento dei baha’i in una varietà di pratiche sovversive come essere anti-islamici, moralmente corrotti e agenti di potenze straniere.

Rispondendo alle conclusioni, Faraz Sanei, ricercatore iraniano della divisione per il Medio Oriente e il Nord Africa di Human Rights Watch, ha detto alla CNN che i gruppi per i diritti umani hanno da lungo tempo documentato le azioni dell’Iran contro i baha’i, designate a «privarli della possibilità di manifestare liberamente le credenze e gli insegnamento della loro fede».

Questa relazione, ha detto il dottor Sanei, fornisce «preziose idee sui meccanismi di un elemento meno documentato e più insidioso di questa campagna, la propaganda anti-baha’i disseminata da fonti mediatiche ufficiali e ufficiose e la misura in cui i discorsi di odio espongono alle discriminazioni e agli attacchi di attori privati una minoranza già vulnerabile».

Durante la presentazione della relazione, Bani Dugal, principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite, ha notato che i baha’i in Iran «sono particolarmente vulnerabili a queste campagne perché non hanno alcun diritto di replicare».

Per leggere l’articolo in inglese online, vede le foto e accedere ai link, si vada a :

http://news.bahai.org/story/862

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