La situazione dei bahá’í in Iran allarma la Regione Piemonte

20 giu

La persecuzione contro i bahá’í in Iran, che prosegue ormai da decenni e che ha suscitato preoccupazioni e allarme in tutto il mondo, è stata oggetto dell’attenzione della Regione Piemonte, che il 14 giugno u.s. ha deliberato un ordine del giorno specificatamente dedicato alla «allarmante situazione dei bahá’í iraniani, la minoranza religiosa più numerosa in Iran (oltre 300.000 credenti) dopo l’Islam sciita».

L’ordine del giorno n. 275 auspica che «nel rispetto dell’unità nazionale della Repubblica Islamica dell’Iran e rifiutando ogni forma di violenza, vengano garantiti i diritti individuali e collettivi a tutte le minoranze religiose presenti nel Paese, con particolare attenzione alla comunità bahá’í». Invita il Governo italiano «A porre nelle sedi opportune la questione di un’iniziativa forte di condanna delle persecuzioni nei confronti della comunità bahá’í e delle condizioni di detenzione dei sette leader bahá’í, che possa condurre alla cessazione delle persecuzioni stesse e alla liberazione incondizionata dei leader, nel rispetto delle norme internazionali e dell’ICCPR (International Covenant on Civil and Political Rights*)*, adottato dall’ONU e ratificato dall’Iran».

Impegna «il Presidente del Consiglio regionale a trasmettere il presente ordine del giorno al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Presidenti delle Camere italiani, al Presidente della Repubblica Islamica dell’IRAN e al Parlamento iraniano, al Presidente del Parlamento Europeo, al Segretario Generale delle Nazioni Unite».

Julio Savi

Ufficio stampa dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í d’Italia

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