Le guardie rivoluzionare proseguono nei lavori di demolizione del cimitero di Shiraz

9 mag

Le guardie rivoluzionare proseguono nei lavori di demolizione del cimitero di Shiraz

Malgrado le proteste di tutto il mondo, le guardie rivoluzionarie iraniane continuano a distruggere un cimitero di importanza storica a Shiraz.

I lavori di demolizione, che sembrano non aver avuto alcun permesso dalle autorità municipali, proseguono senza interruzione. Ironicamente, il consigliere del presidente Hassan Rouhani per le minoranze religiose ed etniche ha parlato venerdì scorso in una sinagoga di Shiraz invitando gli iraniani a rispettare i diritti delle minoranze religiose. Nel frattempo, le guardie rivoluzionarie stavano andando avanti con l’opera di demolizione in un’altra parte della città.

«In tutto il mondo i baha’i sono stati toccati dalle forti espressioni di indignazione riportare sui media e soprattutto da parte di cittadini iraniani in patria e all’estero che condannano questo deplorevole atto», ha detto la signora Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.

Molti iraniani hanno reagito con sdegno, registrando on line le loro preoccupazioni.

«Sono un musulmano sciita e ora la mia religione mi carica di questo peso perché sta distruggendo il cimitero di un’altra religione», ha scritto una persona dopo aver letto un articolo su Radio Farda, un notiziario iraniano in rete. «La prego, signor Rouhani, smetta di dormire».

Su Facebook, in una pagina scritta in persiano dedicata alla promozione dello spirito di cittadinanza, una persona ha postato un articolo sulla distruzione del cimitero di Shiraz, chiedendosi come è possibile che un cittadino, favorevole o contrario al governo, religioso, o ateo, si immagini di appoggiare una simile azione. «Chi di voi appoggia questo atto perpetrato contro i nostri compatrioti baha’i dalla Repubblica islamica?».

La signora Dugal ha aggiunto: «Dato il carattere storico di questo sito, nel quale sono sepolti circa 950 baha’i, comprese dieci donne che sono state impiccate nel 1983 perché si sono rifiutate di rinnegare la Fede baha’i, questo atto non è solo illegale, è anche moralmente oltraggiosa».

Osservando che la notizia è stata ampiamente discussa dai media e in rete, la signora Dugal ha chiesto alla comunità internazionale di continuare a protestare contro l’azione delle guardie, nella speranza che ciò spinga le autorità iraniane a fare maggiori pressioni su di esse affinché fermino la demolizione..

«Dato che il suo consigliere ha viaggiato nel paese per chiedere il rispetto verso le minoranze religiose, è nostra speranza che il presidente Rouhani intervenga personalmente e faccia in modo che le guardie rivoluzionarie interrompano questa profanazione», ha detto.

La notizia della demolizione del cimitero è apparsa il 1° maggio, quando la Baha’i International Community ha appreso che le guardie rivoluzionarie avevano scavato una fossa di 200 metri quadri e che vi avevano schierato accanto una cinquantina di camion per il proseguimento dei lavori.

Si è poi saputo che le autorità municipali preposte non avevano rilasciato alcun permesso per gli scavi, come si richiede in analoghe circostanze. Le guardie, che hanno preso possesso del sito tre anni fa e che avevano annunciato di volervi costruire un edificio culturale e sportivo, hanno ignorato questo requisito della legge.

Ali Younesi, consigliere speciale del presidente Hassan Rouhani per le minoranze etniche e religiose, che ha lanciato un appello alla tolleranza religiosa mentre visitava una sinagoga di Shiraz, ha detto: «L’Iran appartiene a tutti gli iraniani di qualunque gruppo minoritario e tutti hanno il diritto di vivere in pace assieme agli altri». Ha soggiunto: «Nessuno ha il diritto di violare i diritti delle altre minoranze».

La signora Dugal ha detto che le parole del signor Younesi sembrano far pensare che il governo non abbia la capacità di tenere a freno le guardie rivoluzionarie.

«Un importante consigliere presidenziale di Hassan Rouhani invita gli iraniani a rispettare i diritti delle minoranze religiose, in un discorso pronunciato in un luogo ebraico altrettanto sacro mentre le guardie rivoluzionarie si danno da fare in un’altra parte della città per distruggere un terreno sacro di un altro gruppo religioso», ha detto la signora Dugal. «È un’incredibile ironia, per non dire un’ingiustizia».

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/994

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