Malgrado le promesse, l’Iran continua a violare i diritti umani, dice un rapporto dell’ONU

24 ott

Malgrado l’Iran abbia recentemente detto che intende migliorare la situazione dei diritti umani nel paese, i segni di cambiamento sono stati ben pochi. Lo afferma una rapporto emesso il 22 ottobre dall’esperto ONU dei diritti umani in quel paese.

«La situazione dei diritti umani nella Repubblica Islamica dell’Iran continua a creare serie preoccupazioni e non dà segni di miglioramento», ha detto Ahmed Shaheed, il relatore speciale dell’ONU per i diritti umani in Iran.

Fra l’altro, il dottor Shaheed ha detto di essere preoccupato per il gran numero di esecuzioni capitali, la continua discriminazione contro le donne e le minoranze etniche, le difficili condizioni delle prigioni e i limiti imposti alla libertà di espressione e associazione.

Ha detto inoltre che le minoranze religiose in Iran, come i baha’i, i cristiani, i musulmani sunniti e altri, «sono sempre più soggette a varie forme di discriminazione legale, come nell’impiego e nell’educazione, e sono spesso sottoposte a detenzioni, torture e maltrattamenti arbitrari».

Il suo rapporto, che è stato formalmente presentato il 23 ottobre all’Assemblea generale dell’ONU, dedica parecchie pagine alla persecuzione della comunità baha’i dell’Iran.

«Il relatore speciale continua a osservare qualcosa che sembra l’escalation di una sistematica violazione dei diritti umani contro i membri della comunità baha’i, i quali sono sottoposti a detenzioni, torture e maltrattamenti arbitrari, ad accuse di aver agito contro la sicurezza nazionale per essersi occupati di cose religiose, a restrizioni sulle pratiche religiose, al divieto di accedere agli studi superiori, a ostacoli negli impieghi statali e a insulti nelle scuole», ha scritto.

Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso l’ONU, ha elogiato il rapporto, dicendo che esso offre un quadro ben preciso di quanto sta accadendo in Iran anche dopo l’elezione del presidente Hassan Rouhani, il quale ha promesso pubblicamente che la situazione sarebbe migliorata.

«Recenti rapporti giunti dall’Iran forniscono preoccupanti dettagli che indicano che non c’è stato alcun miglioramento», dice la signora Dugal. «Anzi i rapporti che pervengono al nostro ufficio indicano un peggioramento della situazione dei baha’i in Iran. E notiamo che malgrado si sia tanto parlato sui media di recenti liberazioni di alcuni prigionieri di coscienza, per ora fra loro non c’è alcun membro della Fede baha’i».

La signora Dugal ha detto: «Noi vediamo che l’Iran non ha cambiato tattica. Cerca di ingannare la comunità internazionale e di tranquillizzare la famiglia delle nazioni. Ma nel paese la repressione prosegue in tutta la sua forza. La comunità baha’i in Iran, come molte altre minoranze del paese, è ancora privata dei suoi più fondamentali diritti, perfino del diritto di esistere come comunità vitale. Il governo dell’Iran deve essere chiamato a rispondere della sua ipocrisia e del suo duplice trattamento dei suoi cittadini».

La signora Dugal ha anche detto: «Il governo iraniano ha risposto ufficialmente al rapporto del dottor Shaheed, che “i diritti di cittadinanza dei seguaci delle altre fedi, compresi i baha’i sono totalmente rispettati”».

• Se è così, come mai il fuoco di fila dell’incitamento all’odio contro i baha’i prosegue immutato nei media controllati dallo stato e, anzi, si è intensificato nelle ultime settimane?

• Se è così, come mai i baha’i sono costantemente esposti a crudeli vessazioni mentre cercano di guadagnarsi il pane e documenti ufficiali governativi proibiscono esplicitamente ai baha’i di svolgere decine di professioni. Ma in pratica essi non ne possono svolgere molte di più.

• Se è così, come mai tutte le proprietà della comunità baha’i restano confiscate e i cimiteri baha’i sono distrutti?

• Se è così, come si spiega l’editto ufficiale inviato a 81 università che ingiunge di non accettare studenti baha’i e come mai è ancora valido a tutti gli effetti un decreto governativo che espelle qualunque studente si dimostri essere baha’i?

• Se è così, come mai il governo mette in prigione i coraggiosi legali che difendono i baha’i dall’ingiustizia?

• Se è così, come mai il Leader supremo del paese ha emesso una fatwa che dichiara che i baha’i sono «impuri» e chiede di identificarli sistematicamente e di bandirli dalla società?

Queste e moltissime altre azioni, tutte prove di un’ovvia discriminazione religiosa, dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio la presenza di un’agghiacciante, insidiosa campagna di stato che si propone di sterminare una comunità religiosa nella terra in cui è nata».

«Per quanto tempo ancora», ha chiesto la signora Dugal «persisterà il governo iraniano nella sua duplicità?».

Per altre informazioni, si vada a: http://www.bic.org/media/media-information

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