In occasione dell’anniversario degli arresti alcuni membri del Parlamento canadese parlano delle violazioni dei diritti umani in Iran

16 mag

In un ampio dibattito che si è svolto in occasione del quarto anniversario dell’arresto dei sette dirigenti baha’i, alcuni membri del Parlamento canadese hanno espresso la loro preoccupazione per il peggioramento delle violazioni dei diritti umani in Iran.

Lunedì 14 maggio, il Ministro degli esteri canadese, John Baird, ha ricordato l’anniversario dichiarando che «le autorità iraniane continuano a violare il diritto alla libertà di religione tollerando e incoraggiando la persecuzione dei baha’i, dei cristiani e di membri di altre comunità religiose minoritarie. La libertà di religione è un diritto umano universale».

«Esortiamo l’Iran a mantenere i propri impegni internazionali, a consentire la libertà di religione e a rispettare i diritti fondamentali del suo popolo», ha detto il ministro Baird.

In apertura del dibattito nella Camera, Deepak Obhrai, Segretario parlamentare del Ministro degli esteri, ha detto che il rifiuto dell’Iran di rispettare i propri obblighi nei confronti dei diritti umani è una «violazione non solo di norme e standard universalmente riconosciuti, ma anche di norme e standard inclusi nella sua costituzione».

Il signor Obhrai e altri oratori hanno parlato, fra l’altro, anche della soppressione dei diritti delle donne, degli attacchi contro giornalisti, artisti, sindacalisti indipendenti e contro la società civile, nonché della persecuzione delle minoranze da parte delle autorità iraniane.

«Quanto alle minoranze religiose, l’Iran è ancora un luogo pericoloso per numerose comunità, come quella baha’i», ha detto il Obhrai, membro del parlamento conservatore dello stato di Alberta.

«Per molti anni questa pacifica comunità è stata colpita dalle autorità iraniane e sottoposta a discriminazioni e arresti. Dirigenti baha’i sono stati arrestati e messi in prigione per aver praticato la propria fede.

«I funzionari iraniani hanno anche pubblicamente tentato di collegare i baha’i all’instabilità politica del paese. Ma si tratta di accuse inventate che destano preoccupazione per la sicurezza e il benessere di tutte le persone ingiustamente detenute in Iran.”

Irwin Cotler, membro del parlamento liberale di Montreal, ha detto che la sorte dei baha’i in Iran fa comprendere la situazione dei diritti umani in Iran in generale e la «criminalizzazione dell’innocenza».

«In parole povere, la persecuzione e la condanna di questi baha’i è un caso emblematico della sistematicità, se non della strutturalità, dell’ingiustizia iraniana», ha detto il signor Cotler, «che prevede arresti arbitrari, segregazioni e accuse false e inventate».

Scott Reid, conservatore dell’Ontario, ha aggiunto: «I baha’i devono affrontare l’equivalente di uno sforzo sistematico di sterminare la loro religione» e ha detto che la persecuzione dell’Iran contro i baha’i è «una delle grandi tragedie dei tempi moderni».

Susanne Tamas, responsabile dei rapporti con il governo per la comunità baha’i canadese, ha apprezzato il dibattito e ha osservato che è significativo che abbiano parlato, esprimendo unanimemente le loro preoccupazioni, rappresentati di tutti i principali partiti canadesi.

«Il dibattito è stato molto incoraggiante e molto apprezzato», ha detto la signora Tamas.

Per leggere l’articolo in inglese online, accedere ai link e vedere le foto si vada a: http://news.bahai.org/story/911

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