Il mondo chiede la liberazione incondizionata dei dirigenti baha’i e di altri prigionieri di coscienza iraniani

3 apr

La sorte dei sette dirigenti baha’i imprigionati è stata oggetto di attenzione in dodici delle grandi città del mondo, nelle quali una giornata di mobilitazione ha ricordato i diecimila giorni che i dirigenti hanno finora trascorso in carcere.

In un’iniziativa coordinata dall’organizzazione per i diritti umani United4Iran, l’immagine dei sette è stata ampiamente mostrata domenica 1° aprile su pannelli mobili, autobus, biciclette, una chiatta e T-shirt.

Il pannello con l’immagine dei dirigenti baha’i era un mosaico di piccole foto di centinaia di persone attualmente in prigione in Iran, come giornalisti, sindacalisti, politici, studenti, attivisti per le donne e capi religiosi.

«La sorte di queste sette persone compendia quella di moltissimi uomini e donne iraniani che sono stati messi in prigione per aver difeso la propria libertà e i propri diritti umani», ha detto Firuzeh Mahmoudi, direttrice e fondatrice di United4Iran.

«Noi diciamo ai sette dirigenti: Il mondo non vi ha dimenticati e noi continueremo a lottare per la vostra libertà e per quella degli altri prigionieri di coscienza iraniani».

A Nuova Delhi circa 200 dimostranti che issavano stendardi ha marciato per la città in una dimostrazione co-sponsorizzata dall’Alleanza transasiatica e dal Centro asiatico per i diritti umani. Il direttore del Centro Suhas Chakma ha detto: «L’Iran non ha rispettato gli standard internazionali dei diritti umani sull’equo processo e perciò deve liberare i sette dirigenti incondizionatamente».

In Sud Africa, sono in circolazione autobus che mostrano i ritratti dei sette prigionieri a Johannesburg, Città del Capo e Pretoria.

Una grossa autogru con la stessa immagine ha percorso le strade di Brasilia, la capitale del Brasile. Sostenitori brasiliani hanno indossato T-shirt con la scritta «Libertem Baha’is Irã» («Liberate i baha’i Iran»).

A Berlino la foto dei sette è stata messa in mostra per le strade della città su apposite biciclette. L’iniziativa è stata lanciata dal membro del Parlamento tedesco Serkan Tören, che è di origini turco-musulmane. «Raccomando al Governo iraniano di concedere alla comunità della Fede baha’i il diritto di libertà religiosa che l’Iran è tenuto a rispettare secondo le leggi internazionali. Raccomando alla comunità internazionale di fare pressioni sull’Iran perché si attenga ai suoi obblighi internazionali», ha detto il signor Tören.

In Olanda, un poster con i ritratti dei prigionieri ha percorso su una chiatta i canali di Amsterdam e vari pannelli mobili hanno suscitato interesse mentre percorrevano le strade di Sydney, Parigi, Wellington, Londra e Washington D.C.

I sette prigionieri baha’i sono Fariba Kamalabadi, Jamaloddin Khanjani, Afif Naeimi, Saeid Rezaie, Mahvash Sabet, Behrouz Tavakkoli e Vahid Tizfahm. Prima di essere arrestati nel 2008, essi erano membri di un gruppo di livello nazionale che si occupava dei bisogni spirituali e sociali della comunità baha’i in Iran. Stanno scontando vent’anni di prigione dopo sei brevi udienze di un tribunale che non si è attenuto all’equo processo. I sette hanno categoricamente respinto tutte le accuse, come spionaggio, propaganda contro la Repubblica Islamica e creazione di un’amministrazione illegale.

«I sette erano e sono completamente innocenti», ha detto Bani Dugal, la principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.

«Diecimila giorni della loro vita sono stati rubati per sempre, giorni che essi avrebbero potuto dedicare al servizio dei loro concittadini», ha detto. «È ora che essi siano liberati per poter lavorare per il loro paese che essi amano».

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere 11 foto e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/904

Altri articoli collegati:

  1. Il senato statunitense chiede la liberazione dei prigionieri religiosi in Iran Il senato statunitense ha approvato una risoluzione che condanna il governo dell’Iran per la sua sistematica campagna di persecuzione dei baha’i e chiede la liberazione di tutti i prigionieri iraniani...
  2. Tre anni dopo, i dirigenti baha’i in carcere in Iran sono il simbolo dell’oppressione di una nazione Il mondo ha ricordato le ingiustizie subite da moltissimi cittadini in Iran, mentre numerosi sostenitori ricordavano il terzo anniversario dell’arresto dei sette dirigenti baha’i. In un messaggio del 14 maggio...
  3. Ritornati nella prigione di Evin due dirigenti baha’i iraniani Le due signore fra i sette dirigenti baha’i iraniani messi in prigione sono state ritrasferite nella famigerata prigione Evin di Teheran. La Baha’i International Community ha confermato che Fariba Kamalabadi...
  4. Appello dei capi religiosi inglesi per la liberazione dei sette dirigenti bahai iraniani Il dottor Kishan Manocha, responsabile degli affari esterni della comunità baha’i del Regno Unito ha informato l’Assemblea Spirituale Nazionale dei Baha’i d’Italia che i più importanti capi religiosi della Gran...
  5. La Baha’i International Community chiede la liberazione del pastore cristiano condannato a morte La Baha’i International Community chiede la liberazione del pastore cristiano condannato a morte La Baha’i International Community si è unita alle richieste di liberare Youcef Nadarkhani, pastore cristiano di Rasht,...

Comments are closed.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi