Un network perché il pellegrinaggio sia un’esperienza più verde

24 nov

Si calcola che le persone che fanno una qualche forma di pellegrinaggio, per poche ore, giorni o mesi, siano 100 milioni l’anno.

Per affrontare l’impatto ambientale di questi viaggi e aiutare i luoghi santi del mondo a migliorare al massimo la propria sostenibilità ambientale è stato lanciato un nuovo network che riunisce luoghi di pellegrinaggio di dieci tradizioni religiose.

Fra di essi vi sono il Tempio d’oro sikh di Amritsar, India, la città santa armena ortodossa di Etchmiadzin, Gerusalemme, importante sede di pellegrinaggio per ebrei, cristiani e musulmani.

Anche il Centro Mondiale Baha’i e la città di Haifa, Israele, in cui esso si trova, sono fra i membri fondatori del Network pellegrinaggio verde. Solo l’anno scorso, i luoghi santi baha’i sono stati frequentati da 750.000 pellegrini e visitatori.

«Il Network pellegrinaggio verde chiederà ai fedeli di vivere, durante le più intense esperienze religiose, in modo coerente alla propria fede», ha detto Martin Palmer, segretario generale dell’Alleanza delle religioni e della Conservazione (ARC), che ha fondato il Network in associazione con il WWF.

«Essere un vero pellegrino significa andare in un luogo santo in modo da trattare il mondo intero come se fosse sacro», ha detto il signor Palmer.

Il Network è stato lanciato alla presenza di sua altezza reale la principessa Michael di Kent durante la celebrazione della Terra sacra, che ha avuto luogo ad Assisi del 31 ottobre al 2 novembre. L’evento ha anche celebrato i 25 anni dell’azione delle religioni sull’ambiente dal primo incontro di Assisi nel 1986 quando alcuni capi religiosi sono stati invitati a pensare a come le rispettive credenze, pratiche e dottrine potevano contribuire a proteggere l’ambiente.

Quest’anno, circa 90 delegati provenienti da tutto il mondo in rappresentanza delle fedi più importanti hanno preso parte a un convegno di due giorni che ha esaminato il futuro per la religione e l’ambientalismo e il Network pellegrinaggio verde.

La Baha’i International Community è stata rappresentata all’evento da Jalal Hatami, suo vice segretario generale.

«Il Centro Mondiale Baha’i sta discutendo con le autorità di Haifa sul modo per rendere la città più ecologica», ha detto il signor Hatami. «Questo prevede anche la promozione dell’uso dei trasporti pubblici fra tutti i cittadini e di abitudini più verdi nel settore dell’ospitalità, il miglioramento della gestione dell’energia e dell’acqua e l’incoraggiamento del riciclaggio e della riduzione dei rifiuti».

Il signor Hatami ha detto che è stato «molto ispirante» sentire delle varie iniziative già in atto in varie città sante.

«Si è dimostrato che le comunità religiose hanno molto da dire sull’ambiente e possono realmente avere successo se lavorano per mete comuni», ha detto.

Per leggere l’articolo online e vedere le fotografie, si vada a: http://news.bahai.org/story/868

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