Nuove condanne delle violazioni dei diritti umani in Iran

21 feb

Recenti manifestazioni nazionali organizzate negli Stati Uniti, in Bulgaria e in Canada riflettono la continua protesta globale per le misure restrittive adottate contro i baha’i dalle autorità iraniane.

Il 15 febbraio un centinaio di membri dello staff del Congresso, di funzionari d’agenzia statunitensi e di rappresentanti di ONG per i diritti umani e religiose hanno partecipato a un’udienza nell’edificio del Campidoglio americano.

L’udienza si proponeva di promuovere l’approvazione della risoluzione parlamentare 134 e della risoluzione del senato 80, che biasima la condanna a vent’anni di prigione dei sette dirigenti baha’i. Chiede inoltre una sanzione contro i funzionari iraniani «direttamente responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran, come quelli contro la comunità baha’i».

«Dobbiamo far sapere al governo iraniano che non tollereremo l’iniqua persecuzione dei baha’i o di altre religioni o altri cittadini iraniani», ha detto l’onorevole Michael Grimm di New York. «È arrivato il momento di parlare e di far sapere come stanno le cose».

Il deputato Howard Berman della California, membro anziano del Comitato parlamentare degli affari esteri, ha elencato una serie di violazioni contro i baha’i iraniani e ha chiesto: «Che razza di regime malato tratta in questo modo i propri cittadini?».

Felice Gaer, commissario della Commissione statunitense per la libertà religiosa, ha parlato della sistematica demonizzazione dei baha’i in Iran e ha detto che essa fa parte di uno sforzo per «fare in modo che essi cessino di esistere».

«Stiamo parlando di persone che non solo sono state messe in prigione, ma sono anche state sistematicamente trasformate in cose disumane», ha detto la signora Gaer. «Perché e come? Negando loro l’esistenza, negando loro i diritti fondamentali, negando loro il diritto all’istruzione, il diritto al lavoro, il diritto al matrimonio, il diritto a seppellire i morti, il diritto all’eredità, il diritto a essere umani e a vivere come esseri umani».

Le sue osservazioni sono venute due giorni dopo che il Gruppo per la libertà religiosa del Parlamento statunitense aveva ospitato un briefing su una recente relazione della Baha’i International Community, intitolata «Incitamento all’odio: la campagna mediatica iraniana per demonizzare i baha’i». La relazione mostra come il governo iraniano usi sistematicamente mezzi di informazione controllati dallo stato per fomentare odio contro i baha’i.

Un convegno in Bulgaria

A Sofia, Bulgaria, il 9 febbraio, funzionari governativi, diplomatici, accademici e gruppi per i diritti umani hanno partecipato a un convegno sul divieto di accesso agli studi superiori imposto dal governo iraniano ai giovani baha’i.

Georgi Kalaydzhiev dell’ufficio del Primo Ministro bulgaro ha promesso il sostegno del Primo Ministro nella difesa dei baha’i iraniani, dicendo: «Siamo disposti ad aiutare in questa causa per rispetto dei diritti umani e della libertà di tutte le comunità religiose».

«In passato, anche noi ci siamo trovati in una situazione di oppressione e ora ne vediamo i risultati, il bisogno di sviluppo spirituale . . .», ha detto il signor Kalaydzhiev. «Ecco perché proviamo la più sincera compassione per i problemi dei baha’i in Iran».

Un’udienza del Senato canadese

Proseguendo un’udienza che ha avuto inizio alla fine dell’anno scorso, anche alcuni senatori canadesi hanno parlato questo mese dei prigionieri ingiustamente detenuti in Iran, fra i quali alcuni legali e attivisti dei diritti umani, giornalisti e baha’i.

Il 7 febbraio, Salma Ataullahjan, senatrice musulmana, ha parlato del caso di uno dei sette dirigenti baha’i che sta attualmente scontando vent’anni di carcere. «Io condanno la deplorevole violazione dei diritti umani da parte del regime iraniano e chiedo l’immediata liberazione del prigioniero Behrouz Tavakkoli, illegalmente detenuto», ha detto la senatrice Ataullahjan.

Anche il senatore Romeo Dallaire, che nel dicembre del 2011 disse che il trattamento dei baha’i in Iran era arrivato «alle condizioni di un pre-genocidio», ha citato esempi menzionati in «Incitamento all’odio».

«Oltre a demonizzare le immagini, questa propaganda alimenta l’intolleranza nei segmenti più fondamentalisti della società iraniana. L’estremismo è una realtà», ha detto.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link, si vada a: http://news.bahai.org/story/888

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