Pressioni sui negozianti baha’i in Iran perché non osservino le loro ricorrenze religiose

17 giu

Nelle città di Rafsanjan, Kerman, Sari e Hamadan decine di negozi baha’i sono stati chiusi dalle autorità governative per costringere i proprietari a non osservare le loro ricorrenze religiose.

Questi negozi, per lo più di piccole dimensioni, offrono servizi come riparazioni di elettrodomestici, rivendita di ricambi per automobili o di indumenti sono stati chiusi in aprile e maggio quando i proprietari li avevano temporaneamente chiusi per osservare le loro ricorrenze religiose di quei mesi.

Oltre a chiuderli, le autorità iraniane hanno detto ad alcuni dei proprietari che se non avessero firmato una promessa di chiudere il negozio solo nelle feste nazionali riconosciute avrebbero revocato la licenza e chiuso definitivamente i negozi.

«Questo recente tentativo delle autorità iraniane di impedire ai negozianti baha’i di osservare le loro ricorrenze religiose è un atto contro la legge dell’Iran, che viola le norme internazionali dei diritti umani», ha detto la signora Diana Ala’i, rappresentante dell’ufficio della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra.

«Queste piccole attività sono oggi l’unico mezzo di sussistenza che resta ai baha’i e alle loro famiglie in Iran», ha detto la signora Ala’i. «I baha’i non possono occupare alcuna posizione nel pubblico impiego e altre attività private sono spesso invitate a licenziarli.

Quasi tutti questi negozi erano stati chiusi dalle autorità lo scorso ottobre nelle stesse città nonché nella città di Jiroft dopo che i proprietari li avevano temporaneamente chiusi per osservare alcune ricorrenze baha’i. I negozi avevano poi avuto il permesso di riaprire solo dopo insistenti richieste da parte dei baha’i e una certa pubblicità internazionale. Questi eventi sono riportati nel rapporto annuale 2015 dell’Intergruppo parlamentare europeo per la libertà di religione e di fede e la tolleranza religiosa.

Questi recenti sviluppi portano la persecuzione contro i baha’i in Iran a un livello del tutto nuovo, perché i baha’i non stanno cercando di pubblicizzare la chiusura dei loro negozi nelle ricorrenze baha’i», ha detto la signora Ala’i. «Essi intendono semplicemente esercitare il loro diritto di libertà di culto».

«Tutto questo fa chiaramente parte di un continuo sforzo da parte del governo di rendere invisibili i baha’i cercando di eliminare ogni aspetto della loro esistenza», ha detto la signora Ala’i.

La notizia arriva proprio mentre governi, impiegati e rappresentanti dei lavoratori di tutto il mondo sono riuniti a Ginevra per il CIV Convegno internazionale sul lavoro che si occupa anche delle discriminazioni sui posti di lavoro.

«Il fatto che la notizia di questi incidenti, palesi esempi di persecuzione religiosa, arrivi mentre il mondo discute le discriminazioni sui posti di lavoro mette ancora una volta in luce la misura in cui l’Iran ha mancato di osservare le norme dei diritti umani internazionali», ha detto la signora Ala’i.

La signora ha fatto notare che nel 2014 durante il CIII Convegno internazionale del lavoro l’Organizzazione internazionale del lavoro ha invitato l’Iran a occuparsi delle discriminazioni contro i baha’i, dicendo di essere profondamente preoccupata per «la sistematica discriminazione contro i membri delle minoranze religiose ed etniche, in particolare i baha’i» e raccomandando al governo «di prendere provvedimenti immediati ed efficaci per correggere queste discriminazioni».

I baha’i sono ufficialmente interdetti da certi tipi di attività. Nel 2007l’Ufficio per la supervisione dei luoghi pubblici ha inviato una lettera alla polizia in tutto il paese dicendo che i baha’i dovevano essere allontanati da «attività altamente remunerative» e da «categorie sensibili come la stampa, la gioielleria, la fotografia e attività legate al computer e a Internet, nonché dall’industria alimentare».

Inoltre, i piccoli negozi gestiti dai baha’i non sono solo stati spesso chiusi da agenti governativi ma sono stati anche spesso oggetto di incendi dolosi e altri attacchi in un’atmosfera nella quale una campagna mediatica nazionale anti baha’i ha fomentato l’odio in tutto il paese.

Per leggere online l’articolo in inglese, vedere le foto e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/1057

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