Proseguono gli elogi dell’appello alla coesistenza religiosa lanciato dall’ayatollah Tehrani

22 mag

Proseguono gli elogi dell’appello alla coesistenza religiosa lanciato dall’ayatollah Tehrani

La sensazionale iniziativa di un presule iraniano, il quale il mese scorso ha invocato la coesistenza con i baha’i, continua a suscitare in tutto il modo commenti sulla tolleranza religiosa e sulla libertà di credenze.

Eminenti capi religiosi e altri pensatori in Brasile, in Canada, in Spagna e in Sud Africa hanno recentemente commentato il gesto dell’ayatollah Abdol-Hamid Masoumi-Tehrani, il quale il 7 aprile 2014 ha donato ai baha’i del mondo una riproduzione calligrafica miniata di alcuni versetti delle scritture baha’i.

In Brasile, il noto teologo della liberazione Leonardo Boff ha espresso ammirazione per il gesto dell’ayatollah Tehrani, dicendo che egli «sta servendo la causa della pace fra le religioni, la base della pace fra i popoli».

«È impossibile non ricordare, a questo proposito, la straordinaria esperienza di sette secoli di coesistenza pacifica e profondo dialogo fra i seguaci di Allah che vivevano nella Spagna di Averroè e Avicenna, accanto ad altri grandi poeti, insieme con cristiani come il sacerdote francescano Raimundo Lullo», ha scritto il dottor Boff, che oggi è professore emerito di etica, filosofia della religione ed ecologia presso l’Università statale di Rio de Janeiro.

In Brasile, anche il deputato federale Chico Alencar si è recentemente pronunciato davanti al congresso elogiando il gesto dell’ayatollah Tehrani, che egli ha definito «un atto simbolico che ci ricorda l’importanza della dignità umana e della coesistenza pacifica».

«Egli afferma inoltre che, indipendentemente dalla loro religione, le persone devono vivere nella collaborazione ed evitare l’odio, l’inimicizia e il pregiudizio religioso», ha detto l’onorevole Alencar, spiegando che egli stava menzionando il gesto dell’ayatollah Tehrani per ricordare ai suoi colleghi che le leggi devono «promuovere pratiche educative, sociali e politiche in linea con ideali di pace e di coesistenza pacifica fra tutti i brasiliani…».

In Canada, James Christie, direttore dell’Itituto Ridd per la religion e la politica globale presso l’Università del Winnipeg, ha scritto una lettera nella quale elogia il gesto dell’ayatollah Tehrani.

«Le sue parole e il suo dono promettono una marea crescente di riconciliazione, di pace e di speranza fra le religioni che tutti i popoli di buona volontà devono commentare e prendere a modello», ha detto il reverendo professor Christie.

In Sud Africa, Gary Eisenberg, presidente dell’Organismo di rappresentanza ebraico sud africano di Città del Capo, ha scritto una lettera all’Ayatollah Tehrani, elogiandolo per il suo gesto nei confronti dei baha’i, che egli definisce «un simbolo del rispetto per l’innata dignità degli esseri umani, del cameratismo e della coesistenza pacifica indipendentemente da qualsiasi affiliazione, denominazione o credenza religiosa».

«Noi preghiamo che il messaggio di tolleranza e di comprensione che si trova nel Corano e ripetuto nel suo messaggio alla comunità baha’i si diffonda fra gli altri capi nel suo paese, così che tutte le persone in Iran diventino libere di vivere da pari nella vostra bella terra», ha scritto il signor Eisenberg.

E in Spagna, Eva Borreguero, professoressa all’Università complutense di Madrid, e Antonio Sanchez Bayon, professore di legge all’Università Camilo Jose Cela, hanno espresso il loro sostegno all’ayatollah Tehrani e al suo messaggio.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link si vada a:

http://news.bahai.org/story/1003

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