Il Senato canadese preoccupato per gli educatori baha’i in prigione

5 dic

Durante un’interrogazione al Senato canadese sulla persecuzione dei baha’i iraniani, la prima senatrice canadese musulmana ha duramente criticato l’Iran per aver condannato alla prigione gli educatori baha’i.

La senatrice Mobina Jaffer ha detto che l’Iran ha ora criminalizzato l’educazione dei giovani e che questa condanna «non ha precedenti».

«Che crudeltà è mai questa, un governo che mette in prigione suoi cittadini perché educano dei giovani e criminalizza il processo dell’apprendimento?», ha chiesto al Senato.

La senatrice Jaffer ha dato avvio all’indagine lo scorso giugno, un mese dopo che le autorità iraniane avevano fatto irruzione in 39 case di baha’i legati a un’iniziativa comunitaria informale , nota come istituto baha’i per gli studi superiori (BIHE), formata per far studiare i giovani baha’i ai quali è negato l’accesso alle università.

Parlando della sua indagine, la senatrice Jaffer ha detto di essere ora preoccupata per i sette educatori baha’i che sono stati condannati a quattro e cinque anni di prigione.

«Fra le persone condannate a quattro anni di prigione c’è Nooshin Khadem, che ha la residenza in Canada e ha conseguito un Master of Business Administration alla Carleton University», ha detto.

«Nooshin è venuta in Canada perché la Carleton University ha riconosciuto i suoi studi presso il BIHE. La signora ha poi riportato in Iran quello che aveva imparato in Canada per insegnarlo ai giovani».

«Ora è in prigione per aver commesso il “crimine” di portare in Iran quello che aveva imparato».

Altri due baha’i fra quelli che sono stati messi in prigione si sono diplomati in Canada e l’Iran dice che i loro titoli di studio sono «illegali», ha notato la senatrice Jaffer.

Una coppia di sposi, i signori Kamran Rahimian e Faran Hessami, si sono laureati in consulenza psicologica all’università di Ottawa.

La Baha’i International Community ha recentemente saputo che il 28 novembre la signora Hessami è stata rilasciata su cauzione. Lei e il marito sono in attesa di giudizio. I loro figlioletto di due anni ha dovuto vivere con parenti mentre entrambi i genitori erano in carcere.

«Noi siamo una nazione che difende i diritti umani e i valori del pluralismo religioso. Pertanto dobbiamo continuare ad affrontare la minaccia dell’Iran contro il suo stesso popolo», ha detto la senatrice Jaffer giovedì scorso.

«Può darsi che oggi l’Iran non ascolti, ma lo fa il popolo iraniano. Gli iraniani devono sapere che il Canada è con loro e continuerà a difendere i loro diritti e le loro libertà fondamentali».

La settimana scorsa, il senatore Romeo Dallaire, già comandante della forza di pace dell’ONU che ha cercato di fermare il genocidio degli anni 1990 in Ruanda, ha detto al Senato che le attuali azioni contro i baha’i gli ricordano quello che ha visto in Africa.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link, si vada a: http://news.bahai.org/story/873

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