Su un francobollo olandese ritratto uno dei dirigenti baha’i in prigione

6 lug

Su un francobollo olandese ritratto uno dei dirigenti baha’i in prigione

In Olanda è stata lanciata una serie speciale di francobolli che ritraggono vittime di violazioni dei diritti umani in Iran.

I francobolli della serie ritraggono la nota poetessa Simin Behbahani, il sindacalista Mansour Osanlou, Mahvash Sabet, uno dei sette dirigenti baha’i in Iran e il legale per i diritti umani Nasrin Sotoudeh.

I francobolli sono validi per il servizio postale olandese e possono essere utilizzati per la posta.

L’iniziativa è partita da Mina Saadadi, dirigente dell’organizzazione mediatica Shahrzad News, che produce programmi radio e pubblicazioni online in persiano e in inglese.

«Qui in Olanda, abbiamo la possibilità di pubblicare e disegnare i nostri francobolli», ha detto la signora Saadadi. «In Iran ci sono molte violazioni dei diritti umani e così abbiamo pensato di dare un volto alle persone sotto pressione, includendo le diverse sezioni della società iraniana».

La Shahrzad News ha prodotto e promosso i francobolli in società con altre importanti organizzazioni. Il francobollo che ritrae Mansour Osanlou, il capo di un sindacato di trasportatori ora in prigione, è stato usato su lettere riguardanti la situazione di attivisti sindacali iraniani che sono state spedite in Iran dalla federazione olandese di sindacati, Federatie Nederlandse Vakbeweging (FNV).

Sono appena state stampate cinquemila copie di francobolli con il ritratto di Mahvash Sabet.

«È molto commovente vedere il viso di una persona che è stata disposta a sacrificare tutto per i propri valori andare in tutto il mondo su lettere e cartoline», ha detto Marga Maartens della comunità baha’i olandese.

La signora Sabet, psicologa, lavorava come insegnante e preside in diverse scuole. Ma dopo la rivoluzione islamica del 1979 è stata licenziata dal suo lavoro, con migliaia di altri educatori baha’i, e le stato vietato di lavorare nella pubblica istruzione.

La signora Sabet è stata messa in prigione il 5 marzo 2008. È stata arrestata per prima fra i sette membri di un gruppo ad hoc di livello nazionale che contribuiva a provvedere alle necessità dei 300 mila membri della comunità baha’i iraniana. Dopo una detenzione illegale di trenta mesi, i sette sono stati processati in base ad accuse costruite e nell’agosto 2010 sono stati condannati a vent’anni di prigione.

«Questo francobollo non rappresenta solo i sette dirigenti e gli altri novanta baha’i circa che sono detenuti in Iran, ma tutti coloro che sono oppressi perché si attengono ai propri principi», ha detto la signora Maartens.

«In un momento in cui le autorità iraniane stanno bloccando le iniziative comunitarie per istruire i giovani baha’i messi al bando dalle università, la signora Sabet, insegnante, madre e baha’i, simboleggia la dedizione all’educazione e il diritto alla libertà religiosa per tutti».

Nasrin Sotoudeh, ritratta su un altro francobollo della serie, è un eminente avvocato che ha rappresentato molte delle vittime delle violazioni dei diritti umani, fra cui alcuni prigionieri condannati a morte per crimini commessi in età minorile. Lo scorso gennaio, le autorità hanno condannato la signora Sotoudeh a 11 anni di prigione per accuse come «attività contro la sicurezza nazionale» e «propaganda anti-regime». Inoltre le è stato proibito di esercitare la professione e di lasciare l’Iran per i prossimi 20 anni.

L’83enne Simin Behbahani, anche lei ritratta su un francobollo, è una delle più eminenti figure della letteratura persiana moderna. Soprannominata dai suoi ammiratori «leonessa dell’Iran», anche lei ha il divieto di uscire dal paese.

La Shahrzad News ha pubblicato alcuni articoli sui francobolli e li ha presentati in alcuni incontri, come per esempio la settimana scorsa in un convegno in Olanda al quale hanno partecipato circa 300 donne iraniane.

«I partecipanti sono stati felici di sapere che era stato dato un volto ad alcune persone che lottano in Iran», ha detto la signora Saadadi.

«I gruppi devono potersi mettere in contatto con altri gruppi pur concentrandosi sui propri temi. È molto importante lavorare con gli altri. Le minoranze etniche, le minoranze religiose e gli altri movimenti non sono abbastanza forti per farsi sentire se lavorano da soli».

Per leggere l’articolo in inglese online e vedere le fotografie, si vada a:

http://news.bahai.org/story/838

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