Il Tempio del loto personifica «il messaggio per il mondo moderno»

14 nov

Nel XXV anniversario dell’apertura della Casa di culto baha’i, il primo ministro di Delhi ha elogiato l’impatto del tempio sulla società indiana e il resto del mondo.

«È un edificio tipico dell’India. Non ce n’è nessun altro», ha detto Sheila Dikshit alla folla che ha partecipato alle celebrazioni del giubileo d’argento del tempio. «Grazie anche a questo tempio Delhi ha trovato la strada per toccare il cuore di milioni di persone in tutto il mondo».

Il primo ministro lo ha detto durante la sua visita speciale l’ultimo giorno di un programma di celebrazioni per le quali si sono riunite nel terreno del tempio oltre cinquemila persone provenienti da tutto il subcontinente indiano e da altri 60 paesi.

«Vorrei esprimere a parole a mia gioia», ha detto la signora Dikshit. «Il vostro è il messaggio per il mondo moderno. La Fede baha’i insegna che siamo tutti uguali. Supera tutte le anguste considerazioni dell’umanità».

Nel suo messaggio per l’occasione, la Casa Universale di Giustizia ha osservato che il tempio ha il «potere di armonizzare l’evidente diversità dei suoi visitatori, di ridestare la nobiltà nei cuori e di rafforzare la speranza della pace».

«All’ombra di questo magnifico edificio, milioni di persone che cercano Dio hanno trovato pace e sono stati edificati dai canti di lode e di esaltazione che s’innalzano dal suo sancta sanctorum», ha scritto la Casa Universale di Giustizia.

Un messaggio di auguri è giunto anche dal Presidente dell’India, signora Shrimati Pratibha Devisingh Patil, e dall’ex Presidente, dottor A.P.J. Kalam.

«La Casa di culto con i suoi magnifici dintorni trasmette un messaggio sul modo in cui si possono celebrare le differenze che esistono nella società», ha scritto il dottor Kalam. «Questa cultura della celebrazione delle differenze nella società è il massimo contributo offerto dalla Fede baha’i all’umanità».

La Casa di culto baha’i, nota come «Tempio del loto» per il suo premiato progetto ispirato a un fiore di loto, è uno degli edifici più visitati del mondo. Nell’ultimo quarto di secolo è stato visitato da una media di 4 milioni e trecento mila persone l’anno, provenienti da tutte le nazioni, le religioni e le classi sociali.

Aperta a tutti, la Casa di culto si propone di offrire un luogo d’incontro centrale per la preghiera e la meditazione e, in futuro, una serie di strutture per provvedere ai bisogni sociali ed educativi della popolazione.

Il tempio di New Delhi, ha scritto la Casa Universale di Giustizia, «non ha solo dato espressione al profondo bisogno che l’uomo ha di adorare Iddio ma ha anche dimostrato di essere capace di tradurre e trasferire quel culto in un servizio dinamico e spassionato per il miglioramento dell’umanità».

Il crescente contributo della Casa di culto alla società indiana è stato evidenziato dal Ministro indiano del turismo, Subodh Kant Sahai, che ha scritto che esso «ospita attività aconfessionali come l’educazione spirituale e morale dei bambini e dei giovani e incontri durante i quali gli adulti studiano sistematicamente importanti principi spirituali e la loro applicazione alla vita di tutti i giorni».

Il messaggio che «la preghiera è incompleta se non si traduce in un servizio» è stato ripetuto durante tutte le presentazioni, su temi come l’armonia comunitaria, la trasformazione sociale, l’educazione dei bambini e la valorizzazione dei giovani.

Notevole la partecipazione dei giovani ai programmi devozionali, alle presentazioni artistiche e ai discorsi, alcuni dei quali sono stati preparati da persone e rappresentanti di organizzazioni che avevano ricevuto un premio intitolato «Campioni della trasformazione sociale».

Onori ai costruttori del Tempio

Alla fine del suo discorso, il Primo ministro di Delhi ha elogiato l’architetto della Casa di culto, Fariborz Sahba del Canada, presente alle celebrazioni, e a coloro che mantengono oggi il tempio.

«Soprattutto, mi inchino davanti a coloro che fanno apparire questo edificio esattamente come era il primo giorno», ha detto la signora Dikshit.

Sei membri dell’equipe che ha costruito il tempio hanno ricevuto uno speciale dono commemorativo. Fra loro c’era Anumolu Ramakrishna, ex presidente e vice direttore generale della Larsen & Toubro Ltd., la compagnia edile che ha costruito il tempio.

«Il progetto di un edificio ha bisogno di unità», ha detto il signor Ramakrishna. «Se non si lavora tutti uniti, le cose non funzionano».

Per leggere l’articolo online, vedere le fotografie e accedere ai link, si vada a: http://news.bahai.org/story/865

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