Un centenario per la comunità baha’i mondiale e italiana

31 ago

La comunità baha’i italiana commemora, assieme a tutti i baha’i del mondo, il centenario del giorno in cui ‘Abdu’l-Baha, il primogenito di Baha’u’llah e Suo successore designato quale capo della Fede baha’i, iniziò una serie di viaggi che, nel corso di tre anni, Lo avrebbe condotto dalla Terra Santa al delta del Nilo, dalle coste del Pacifico degli Stati Uniti alle rive del Danubio.

Nonostante l’età avanzata, ‘Abdu’l-Baha Si mise in viaggio nell’agosto del 1910 per presentare, sia a uomini di rango sia a umili persone, gli insegnamenti di Baha’u’llah sull’avvento di una nuova era di pace e unità. Questi storici viaggi lanciarono una Fede ancora imberbe verso la meta di una religione mondiale.

«Aveva 66 anni, esule fin dall’infanzia», ha scritto la Casa Universale di Giustizia in un messaggio speciale, datato 29 agosto, per contrassegnare il centenario», privo di istruzione scolastica formale, prigioniero per quarant’anni, la salute cagionevole, ignaro dei costumi e delle lingue occidentali. Eppure Si levò a difendere la Causa di Dio, senza pensare alle comodità, imperterrito dinanzi ai rischi del viaggio […] Con l’inizio dei viaggi di ‘Abdu’l-Baha in Occidente, la Causa di Baha’u’llah, assediata per oltre mezzo secolo da eserciti di inimicizie e oppressione, spezzò le sue catene».

Un varco verso nuove culture

A seguito della rivoluzione dei Giovani Turchi del 1908, quando tutti i prigionieri politici e religiosi dell’Impero ottomano, inclusi ‘Abdu’l-Baha e la Sua famiglia, furono liberati, Egli divisò un programma di diffusione degli insegnamenti baha’i oltre i confini del Medio Oriente, condotto da Lui stesso. Due anni più tardi lasciò i confini della Terra Santa, recandoSi dapprima in Egitto ove soggiornò per un anno.

Indi, nell’agosto del 1911, salpò per l’Europa, trascorrendo un mese a Londra e due a Parigi. Rientrato in Egitto per svernare, Si imbarcò nuovamente, nel marzo del 1912, per un lungo viaggio di otto mesi nel Nord America, seguito da una seconda visita a Londra e Parigi, compiendo poi viaggi in Austria, Germania, Ungheria e Scozia.

«Dal tempo del trapasso di Baha’u’llah, la diffusione della Fede baha’i nel Nord America e in Europa ebbe un rilevante sviluppo», afferma Moojan Momen, uno storico che vive nel Regno Unito, «ma quelle comunità erano piuttosto scarse di numero. Così, le visite di ‘Abdu’l-Baha non furono soltanto il veicolo di una proclamazione generale degli insegnamenti baha’i, ma anche l’occasione per consolidare un varco della religione nelle nuove culture».

In quello che fu, in assoluto, il Suo primo discorso pubblico, nella chiesa del City Temple a Londra, il 10 settembre 1911, ‘Abdu’l-Baha così Si rivolse a quella congregazione: «Il dono che Dio ha fatto a questa era di luce è la consapevolezza dell’unità del genere umano e della fondamentale unità della religione».

«Incessantemente Egli rimarcò la necessità che i popoli si comprendessero, che le religioni si avvicinassero, che si instaurasse la pace nel mondo», ha scritto lo scrittore Jan Jasion, che sta compiendo ricerche sui viaggi di ‘Abdu’l-Baha in Europa. «Il Suo intento era di condurre gli esseri umani più vicini a Dio e che essi comprendessero la genuina realtà della religione, liberandosi dalle superstizioni».

‘Abdu’l-Baha era anche capace di discorrere su temi che esulavano dalla comune esperienza del Medio Oriente. «Per esempio», nota Firuz Kazemzadeh, docente emerito di Storia all’Università di Yale», il rapporto tra capitale e lavoro e i conflitti tra imprenditori e lavoratori; oppure l’imminente Grande Guerra; o il federalismo come soluzione dei problemi tra gli Stati”.

Per tre anni,‘Abdu’l-Baha non Si risparmiò e parlò a migliaia di persone: membri del clero, giornalisti, accademici, diplomatici, filosofi, suffragette, riformatori sociali. E, probabilmente gli incontri per Lui più importanti, visitò i poveri e li assistette nelle loro necessità.

Fra coloro che di Lui ricevettero vivissima impressione vi fu il dottor David Starr Jordan, scienziato americano nonché amministratore di un’università, il quale pronunciò parole ormai famose: «Non c’è dubbio che ‘Abdu’l-Baha unirà l’Oriente e l’Occidente, giacché Egli percorre la via mistica con i piedi della praticità».

Il celebre teologo di Oxford, T.K. Cheyne, parlò di ‘Abdu’l-Baha come dell’ «Ambasciatore dell’umanità».

Così si è espresso Kenneth E. Bowers, l’attuale segretario dell’Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti: «È rilevante il fatto che ‘Abdu’l-Baha, mentre lodava con grande evidenza i pensatori progressisti, indicava con inflessibile chiarezza di visione i modi in cui essi venivano meno ai loro stessi ideali. Sfidava le persone a innalzare il livello della propria comprensione della realtà verso un grado più alto di realizzazione, un livello tanto spirituale quanto sociale. E v’era anche un altro aspetto della Sua personalità che deliziava chi Lo incontrava. Egli Si sentiva a Suo completo agio anche in culture che Gli erano estranee. E penso che una delle cose che dovremmo ricordare di Lui, e che talora dimentichiamo essere una delle caratteristiche di una figura spirituale, è che Egli era una persona estremamente spiritosa e incantevole!».

Un importante evento religioso

Nel periodo in cui i viaggi di ‘Abdu’l-Baha terminavano, la nascente comunità baha’i aveva ricevuto una visione più ampia della propria Fede e inoltre cittadini di ben nove Paesi, sparsi in tre continenti, avevano avuto per la prima volta contezza degli insegnamenti baha’i.

«All’inizio del ministero di‘Abdu’l-Baha», ha scritto ancora Moojan Momen, «la Fede baha’i era un movimento religioso del tutto oscuro. Vi erano dappertutto soltanto informazioni poco accurate. Ma alla fine della Sua esistenza, un gran numero di persone sapevano della Fede e ne avevano un’impressione positiva. E questo non soltanto in Europa e nel Nord America, ma in tutte le parti del mondo, in Asia, Australia, Sud Africa e Sud America. I Suoi viaggi furono senza dubbio uno degli eventi fondamentali del XX secolo. Essi ebbero in gran parte la medesima caratteristica dei viaggi di san Paolo, che avevano sortito un impatto di notevoli dimensioni nella diffusione del Cristianesimo».

Secondo Kenneth E. Bowers sarebbe impossibile concepire la comunità baha’i americana odierna senza tener conto della visita di ‘Abdu’l-Baha. «Nella vita e nelle parole, Egli era la personificazione degli insegnamenti di Baha’u’llah. Egli ispirò il primo pugno di baha’i non solo a diffondere la loro Fede ma anche, importantissimo, ad affrontare ogni sorta di prove. In un modo pieno di tatto, amorevole e saggio, Egli pose l’esempio da seguire».

Come conseguenza dei Suoi viaggi, la comunità baha’i iniziò a diffondere le Sue idee, che divennero familiari alla gente in generale. Commenta Firuz Kazemzadeh: «Ecco il vero impatto che ebbero le Sue visite: ‘Abdu’l-Baha ispirò i Suoi seguaci a continuare per tutti gli anni a venire ciò che Egli aveva insegnato».

Nella sua lettera, la Casa Universale di Giustizia invita la comunità mondiale baha’i a riflettere non soltanto su ciò che ‘Abdu’l-Baha ha conseguito e messo in moto, ma anche sul lavoro che rimane da compiere. Essa scrive: le Sue parole e le Sue azioni durante quei viaggi offrono «abbondante ispirazione e molte intuizioni per affrontare le sfide di oggi».

Per leggere l’articolo inglese online e vedere le immagini, si vada a:

http://news.bahai.org/story/792

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