Un processo durato circa un secolo sta per finire

12 ott

Un processo durato circa un secolo sta per finire

SANTIAGO, 12 ottobre 2016, (BWNS) — La dedicazione della Casa di culto baha’i, che si terrà a Santiago del Cile, segna la storica conclusione di un processo secolare di costruzione delle Case di culto baha’i continentali in tutto il mondo.

Una Casa di culto è un’istituzione fondamentale della vita comunitaria baha’i, ordinata da Baha’u’llah, una sacra struttura aperta a tutti con il nome di “Mashriqu’l-Adhkar”, che significa “oriente della menzione di Dio”.

La prima Casa di culto baha’i è stata completata nel 1908 nella città di Ishqabad nel Turkestan Russo (ora Ashgabat, Turkmenistan). Il complesso del Mashriqu’l-Adhkar comprendeva il Tempio centrale, un ospizio per viaggiatori, scuole, servizi medici e di altro genere. Dopo essere stato espropriata dalle autorità sovietiche, la Casa di culto è stata gravemente danneggiata da un terremoto e infine demolita nel 1963.

Durante il ventesimo secolo, mentre la comunità baha’i cresceva diffondendosi a livello globale, si sono incominciati a sviluppare piani per costruire a poco a poco una Casa di culto in ciascun continente. Questi edifici divennero noti come “Templi madre” continentali.

Il primo di questi, a Wilmette, USA, appena a nord di Chicago, è stato completato in circa quarant’anni ed è stato aperto nel 1953. Per realizzare la visione dell’architetto di questo splendido edificio originale è stato necessario ricorrere a nuove tecnologie pionieristiche.

Le Case di culto continentali a Kampala, in Uganda e Sydney, in Australia, sono state inaugurate entrambe nel 1961. Un’altra vicino a Francoforte, in Germania, è stata inaugurata nel 1964. Il “Tempio madre dell’America Latina” a Panama City, è stato aperto otto anni più tardi e il “Tempio madre delle Isole del Pacifico” è stato completato in Apia, Samoa nel 1984. Questi eleganti edifici sembrano fondersi naturalmente con il paesaggio che li circonda, sono circondati da splendidi giardini di piante rare e autoctone, che esaltano la bellezza dei siti e la loro atmosfera di spiritualità.

La Casa di culto per il subcontinente indiano a New Delhi, India, è stata completata nel 1986. Ispirato all’antico simbolo del fiore di loto, questo monumentale edificio è diventato uno degli edifici più visitati del mondo, vincendo numerosi premi di architettura.

Il progetto della Casa di culto bahá’í, che invita tutti ugualmente nel suo abbraccio, simboleggia l’unità del genere umano. La Casa di culto è aperta a tutti per pregare in silenzio e per meditare, nonché per regolari programmi devozionali che consistono nella letture degli scritti sacri delle religioni del mondo. Non ci sono rituali o cerimonie, nessun pulpito e nessun sermone, e non si raccoglie denaro. In sostanza, queste Case di culto sono un dono della comunità baha’i all’umanità, finanziato interamente attraverso i contributi economici volontari dei singoli baha’i di tutto il mondo.

Pur essendo un luogo di culto universale, il Tempio bahá’í non si limita a offrire un luogo di preghiera e meditazione. Le Case di culto sono pensate come istituzioni che contribuiscano al progresso sociale ed economico delle popolazioni per le quali sono santuari di pace e di riflessione. Esse sono espressioni della profonda connessione tra il culto e il servizio. Attorno ad ogni Casa di culto col tempo sorgeranno dipendenze essenziali, dedicate a scopi sociali, umanitari, educativi e scientifici.

Con l’apertura del “Tempio madre del Sud America” a Santiago, il processo di costruzione delle Case di culto continentali da parte della comunità baha’i si conclude. Il processo di costruzione delle Case di culto nazionali e locali ha avuto inizio in diverse località in tutto il mondo dove è emersa una vibrante vita comunitaria baha’i, caratterizzata dal culto e dal servizio.

Nel 2012, la Casa Universale di Giustizia ha ricordato il giorno del 1912 quando ‘Abdu’l-Baha ha incominciato a scavare con le proprie mani il terreno per il Tempio madre dell’Occidente:

«‘Abdu’l-Bahá, di fronte a un pubblico di parecchie centinaia di persone, ha alzato il piccone di un operaio e ha colpito il tappeto erboso che ricopriva il terreno del Tempio a Grosse Pointe, a nord di Chicago. Le persone invitate a scavare il terreno con Lui in quel giorno di primavera venivano da diverse provenienze, norvegesi, indiani, francesi, giapponesi, persiani, amerindi, per nominarne solo alcuni. Era come se la Casa di culto, ancora da costruire, esaudisse l’augurio espresso dal Maestro la vigilia della cerimonia, per ogni edificio di quel tipo: “che l’umanità trovi un luogo di incontro” e “che la proclamazione dell’unità del genere umano esca dalle sue sacre corti aperte”».

Per leggere l’articolo i inglese on-line, visualizzare le fotografie e accedere ai link si vada a: http://News.Bahai.org/Story/1126 https://ssl.translatoruser.net/bv.aspx?from=en&to=it&a=http%3A%2F%2Fnews.bahai.org%2Fstory%2F1126

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