L’ONU esamina le cause della violenza contro le donne

12 apr

Per rompere il ciclo della violenza contro le donne occorrono fondamentali mutamenti di cultura, atteggiamenti e credenze, nonché una fondamentale rivisitazione delle prevalenti nozioni del potere.

Queste sono alcune delle idee offerte quest’anno dalla Baha’i International Community (BIC) alla Commissione ONU sulla condizione femminile.

La BIC ha pubblicato una dichiarazione sul tema principale della LVII Commissione, «eliminazione e prevenzione di tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze», che evidenzia l’importanza di non limitarsi a reagire alla violenza contro le donne, ma di prendere provvedimenti per prevenirla.

«La prevenzione non deve limitarsi ad affrontare i sintomi di questa violenza, deve piuttosto prevenirne e risolverne le cause. La prevenzione deve esaminare gli attuali concetti di identità di genere e di potere e le forme di discriminazione e di svantaggio che mettono le donne a rischio di violenze».

In particolare è necessario «contestare seriamente e ridefinire fondamentalmente» il concetto di potere, dice la dichiarazione.

«Il prevalente concetto di potere, inteso come “potere su qualcuno o su qualcosa” deve essere sostituito dal concetto di “potere di fare qualcosa”, ossia il potere in quanto capacità dell’individuo e della collettività».

La dichiarazione prosegue dicendo: «Le espressioni distorte del potere e dell’autorità suscitano nei bambini atteggiamenti e abitudini che sono poi portati negli ambienti di lavoro, nella comunità e nella vita pubblica».

La delegazione di otto persone della BIC alla LVII Commissione, che si è riunita il 4-15 marzo 2013, ha cercato di offrire queste idee e di «costruire ponti e di unire le persone», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della BIC presso le Nazioni Unite.

«L’ultima volta che la Commissione si è occupata della violenza contro le donne è stata nel 2003 e in quella circostanza gli stati membri non sono riusciti ad accordarsi sui risultati», ha detto la signora Dugal. «Nel parlare con i delegati e altre organizzazioni non governative si è constatato che quest’anno c’era un chiaro consenso su un documento forte».

Le conclusioni alle quali la Commissione è giunta in pieno accordo sono state accolte con soddisfazione da molti gruppi per il loro linguaggio a sostegno dei diritti delle donne e di concreti provvedimenti per prevenire la violenza e proteggere le donne.

«La Commissione afferma che le radici della violenza contro le donne e le ragazze si trovano nell’ineguaglianza storica e strutturale nei rapporti di potere fra le donne e gli uomini e persiste in tutti i paesi del mondo come una diffusa violazione dei diritti umani».

Il documento propone inoltre misure preventive, come l’educazione e la promozione della consapevolezza, nonché l’impegno di affrontare le diseguaglianze di genere nell’ambito politico, economico e sociale.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/947

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